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Seppellire Fatima
(2000-2004)
L’opposizione a Fatima non è cosa nuova. La sua lunga storia è iniziata
all’epoca delle apparizioni stesse, ed essa continua chiaramente
anche al giorno d’oggi. Tuttavia, con i tempi che cambiano, l’opposizione
a Fatima è anch’essa mutata. E’ iniziata con l’aperta
derisione delle apparizioni e della Fede, da parte della stampa, e con
la persecuzione dei fanciulli da parte dell’Amministratore Massonico
della cittadina. Ma col tempo, l’attacco a Fatima si è evoluto:
ai ranghi dei persecutori si sono aggiunte persone all’interno
della Chiesa stessa (alcune in buona fede, altre veri e propri sabotatori),
e l’attacco diretto si è trasformato in un’astuta
manomissione. Questa manomissione del Messaggio di Fatima è un
riflesso di ciò che accade oggi all’interno della Chiesa
stessa, che viene anch’essa continuamente attaccata e minata alle
fondamenta nel modo più feroce proprio da forze che sono penetrate
al suo interno. Come ci ammoniva San Giuda:
“Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono
stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia
del nostro Dio in immoralità e negano l'unico Padrone Dio e il
Signor nostro Gesù Cristo.” (Giuda
Poiché il Messaggio di Fatima era diventato sempre più ingombrante
per quei prelati che desideravano intraprendere imprese di carattere
ecumenico, bisognava liberarsene del tutto. Non più contenti
della semplice erosione delle sue fondamenta, questi prelati
sono ora determinati a seppellire il Messaggio di Fatima una
volta per tutte. Essi vorrebbero che fosse ridotto ad un mero
richiamo di pietà personale, con l’esclusione di
qualsiasi rilevanza per la vita del mondo o della Chiesa. Essi
si sforzano di rendere irrilevante qualsiasi elemento profetico
contenuto nel Messaggio di Fatima. In altre parole, vogliono
seppellirlo, affinché tutti dimentichino i suoi aspetti “ecumenicamente
imbarazzanti”. Negli ultimi anni vi sono molti esempi di
tentativi compiuti con lo scopo di seppellire Fatima. Questo
articolo, tuttavia, si concentrerà su alcuni tra i più evidenti.
I. Il Cardinale Sodano ed il
Terzo Segreto – 13 maggio 2000.
Già verso giugno del 1999, Papa Giovanni Paolo II aveva reso
nota la sua intenzione di beatificare Giacinta e Francesco Marto,
in una cerimonia che si sarebbe tenuta a Fatima il 13 maggio
2000. Questo sviluppo aveva chiaramente scatenato uno scontro
intestino all’interno dell’apparato Vaticano. Lo
si evince dalla curiosa oscillazione dei dettagli della cerimonia
di beatificazione, cosa assai inusuale per il Vaticano. All’inizio,
nell’ottobre del 1999, il Segretario di Stato, Cardinale
Angelo Sodano, aveva annunziato che la beatificazione di Giacinta
e Francesco avrebbe avuto luogo il 9 aprile 2000 a Piazza San
Pietro, insieme ad altre quattro beatificazioni. Il Patriarca
di Lisbona, come si legge sulla stampa Portoghese, fu informato
dal Vaticano che per il Papa sarebbe stato “decisamente
impossibile” venire a Fatima per la beatificazione dei
fanciulli, e che la questione era “chiusa”. Il Patriarca
disse ai giornalisti Portoghesi che era convinto che questa “impossibilità”,
per il Papa, di tornare a Fatima fosse dovuta esclusivamente
ad una decisione personale del Segretario di Stato del Vaticano.
Papa Giovanni Paolo II, tuttavia, aveva altre idee. Nel novembre del
1999 Sua Santità – scavalcando in modo ovvio il
Cardinale Sodano – ordinò al Vescovo di Leiria-Fatima,
Serafim de Sousa Ferriera e Silva, di annunciare che il Papa
sarebbe giunto a Fatima il 13 maggio, per compiere le beatificazioni.
Il Vescovo Serafim diede questo annuncio nel dicembre del 1999.
Successivamente, nel marzo del 2000, il Vescovo si fece sfuggire
che “il Papa farà qualcosa di speciale per Fatima.” Questo
scatenò immediatamente una ridda di speculazioni da parte
della stampa, e cioè che il Papa stesse per rivelare,
finalmente, il Terzo Segreto. Per questo motivo, il Vescovo Serafim
venne rimproverato pubblicamente dal Cardinale Patriarca di Lisbona,
Josè da Cruz Policarpo.
Il Papa giunse a Fatima il 13 maggio 2000 per beatificare Giacinta
e Francesco. Giravano molte voci riguardo al fatto che il Papa
avrebbe rivelato il Terzo Segreto in quell’occasione. Nel
suo sermone, il Pontefice Romano collegò inequivocabilmente
il Messaggio di Fatima alla visione Apocalittica di San Giovanni
Evangelista ‘allertando l’umanità a non avere niente
a che fare con il “drago” la cui “coda spazzò via
un terzo delle stelle del Cielo, scaraventandole a terra”.
(Apoc. 12:4)
Il Santo Padre Concluse così il suo sermone:
“Nella sua sollecitudine materna, la Santissima
Vergine è venuta qui, a Fatima, per chiedere
agli uomini di “non offendere più Dio,
Nostro Signore, che è già molto
offeso”. È il dolore di mamma che
l'obbliga a parlare; è in palio la sorte
dei suoi figli. Per questo Ella chiede ai pastorelli: “Pregate,
pregate molto e fate sacrifici per i peccatori;
tante anime finiscono nell'inferno perché non
c'è chi preghi e si sacrifichi per loro” (Vedi: Papa
Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000, a Fatima).
Ma il Papa non annunciò l’imminente rivelazione del Terzo Segreto.
Il Segretario di Stato, Cardinal Sodano, annunciò che il Papa
aveva deciso di rivelare il Terzo Segreto di Fatima. Egli affermò:
Nella solenne circostanza della Sua venuta a Fatima, il Sommo
Pontefice mi ha incaricato di darvi un annuncio. Come è noto,
scopo della Sua venuta a Fatima è stata la beatificazione
dei due “pastorinhos”. Egli tuttavia vuole attribuire
a questo Suo pellegrinaggio anche il valore di un rinnovato gesto
di gratitudine verso la Madonna per la protezione a Lui accordata
durante questi anni di pontificato. È una protezione che
sembra toccare anche la cosiddetta “terza parte” del
segreto di Fatima.
Al che, ciò che era sembrato così strano divenne improvvisamente,
assai chiaro. Il Cardinale Sodano stava preparando i fedeli ad accettare
il concetto che il Messaggio di Fatima, incluso il Terzo Segreto, doveva
essere ormai considerato una cosa del passato. Il processo sarebbe iniziato
con “l’interpretazione” del Cardinale riguardo al Terzo
Segreto:
Tale testo costituisce una visione profetica paragonabile a quelle
della Sacra Scrittura, che non descrivono in senso fotografico
i dettagli degli avvenimenti futuri, ma sintetizzano e condensano
su un medesimo sfondo fatti che si distendono nel tempo in una
successione e in una durata non precisate. Di conseguenza la
chiave di lettura del testo non può che essere di carattere
simbolico. …
Secondo l'interpretazione dei “pastorinhos”, interpretazione
confermata anche recentemente da Suor Lucia, il “Vescovo
vestito di bianco” che prega per tutti i fedeli è il
Papa. Anch'Egli, camminando faticosamente verso la Croce
tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi, sacerdoti,
religiosi, religiose e numerosi laici) cade a terra come
morto, sotto i colpi di arma da fuoco.
Come i fedeli avrebbero presto imparato, tutto ciò è semplicemente
una bugia. Il “Vescovo vestito di bianco” nella visione,
non “cade come morto”, ma il testo della visione afferma
chiaramente che egli viene ucciso da un plotone di esecuzione,
insieme a molti vescovi, sacerdoti e religiosi, in mezzo ad una città in
rovina. Perché, allora, inserire la parola “come” nell’ “interpretazione”?
Il Cardinale Sodano, colse la palla al balzo:
Dopo l'attentato del 13 maggio 1981, a Sua Santità apparve
chiaro che era stata “una mano materna a guidare la traiettoria
della pallottola”, permettendo al “Papa agonizzante” di
fermarsi “sulla soglia della morte”...
I successivi avvenimenti del 1989 hanno portato, sia in Unione Sovietica
che in numerosi Paesi dell'Est, alla caduta del regime comunista che
propugnava l'ateismo.…
Anche se le vicende a cui fa riferimento la terza parte del segreto
di Fatima sembrano ormai appartenere al passato, la chiamata della Madonna
alla conversione e alla penitenza, pronunciata all'inizio del ventesimo
secolo, conserva ancora oggi una sua stimolante attualità.
E’ tutto molto semplice: Sodano stava preparando la strada alla sua “interpretazione” del
Messaggio di Fatima che lo avrebbe seppellito una volta per tutte: il
Messaggio culminò col tentato omicidio del papa nel 1981 e con
la “caduta del comunismo” del 1989 – eventi che “sembrano
ormai appartenere al passato”. Per assicurarsi il risultato finale,
prima che il vero e proprio testo del Terzo Segreto fosse rivelato, ne
sarebbe stato preparato un “commento”:
Per consentire ai fedeli di meglio recepire il messaggio della
Vergine di Fatima, il Papa ha affidato alla Congregazione per
la Dottrina della Fede il compito di rendere pubblica la terza
parte del segreto, dopo averne preparato un opportuno commento.
L’affermazione del Cardinale Sodano che il Terzo Segreto di Fatima “sembra
ormai appartenere al passato”, ad eccezione per la “chiamata
alla conversione ed alla penitenza”, non ha alcun senso. Non è credibile
affermare che il Terzo Segreto si riferisca al tentato omicidio del Papa
nel 1981, e che sia datato sin dalla cosiddetta “caduta del comunismo”,
avvenuta nel 1989. Se il contenuto del Terzo Segreto è tutto li,
la rivelazione della visione e l’interpretazione che ne da il Cardinale
Sodano non hanno alcun senso. Se era tutto qui, perché non rivelarlo
nel 1989, quando divenne così evidentemente datato? Questa domanda
non trova una risposta plausibile, tranne forse quella che scaturisce
dal vero obiettivo del Cardinale Sodano, ovvero quello di assicurarsi
che il problema di Fatima fosse messo definitivamente a riposo o, per
usare le sue parole, reso “parte del passato”.
(Vedi “Il
Segretario di Stato ha come obiettivo il Messaggio di Fatima” in “Il
Messaggio di Fatima contro la Linea di Partito”, Cap. 8
de La Battaglia Finale del Diavolo. Vedi inoltre “Cardinale
Sodano, per favore si faccia da parte!”, “La
Linea di Partito”, “L’interpretazione
di Sodano”, “Ma
non hanno alcun ritegno?” e “L’Anonima ‘più alta
Autorità’ del Vaticano”.)
II. La Presunta Rivelazione del
Terzo Segreto – 26 giugno 2000.
Alla conferenza stampa del 26 giugno 2000, il Vaticano pubblicò un
testo che pretendeva essere l’intero Terzo Segreto di Fatima, accompagnato
da un commento scritto a due mani dall’allora Cardinale Ratzinger
e dall’Arcivescovo (ora Cardinale) Bertone. Il testo descriveva
una visione in cui il Papa (un “Vescovo vestito di Bianco”) viene
ucciso da un plotone di soldati che lo uccidono mentre si sta inginocchiando
ai piedi di una grande croce di legno in cima ad una collina, dopo aver
attraversato le rovine di una città mezza distrutta, piena di
corpi. L’esecuzione del Papa è seguita da quella di molti
vescovi, sacerdoti e laici.
Naturalmente, al momento della pubblicazione di questa visione vennero fatte
molte domande. Tra queste, alcune chiedevano come mai la visione pubblicata
non contenesse nessuna parola della Madonna, anche se, quando nel 1960
era stato annunziato che il Segreto non sarebbe stato rivelato (“è una
lettera che, probabilmente, non verrà mai aperta”),
il Vaticano stesso aveva parlato delle “parole che la
Madonna aveva confidato ai bambini come un segreto”. La visione,
inoltre, non fa seguito alcuno alle parole che seguono, ovviamente, alla
frase “In Portogallo il dogma della Fede sarà preservato
per sempre ecc.” – la frase pronunciata dalla Madonna, che
Suor Lucia aveva incluso nelle sue quarte Memorie come parte del testo
integrale del Terzo Segreto di Fatima. Questa frase, riguardante il dogma
della Fede in Portogallo, fu misteriosamente relegata a mera nota in
fondo al commentario Vaticano sul Segreto, dove fu ignorata completamente
sia dal Cardinale Ratzinger che da Mons. Bertone, i co-autori del commento.
La parte commentata dal Cardinale Ratzinger affermava specificatamente che
egli stesso, e Mons. Bertone, stavano seguendo “le interpretazioni” date
dal Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano: ovvero quella per cui
il Messaggio di Fatima, ed il Terzo Segreto in particolare, si riferisce
interamente ad eventi che ormai appartengono al passato. Di conseguenza,
il Cardinale Ratzinger affermò che la morte scampata da Papa Giovanni
Paolo II è ciò che viene descritto nella visione del Papa
che viene ucciso. Persino la stampa secolare riconobbe la
falsità insita in una tale interpretazione.
Il testo della visione che fu pubblicato non contiene alcun elemento
descritto dal Cardinale Ratzinger, nella sua intervista del 1984 allo Jesus magazine
(vedi: Testimonianze
Pubblicate: il Cardinale Ratzinger“). La visione pubblicata
il 26 giugno 2000 non dice niente riguardo ai “pericoli che minacciano
la Fede e la vita dei Cristiani, e pertanto [la vita] del mondo”,
niente riguardo a ciò che è contenuto “in molte altre
apparizioni Mariane” approvate dalla Chiesa, e niente riguardo
alle profezie “annunciate nelle scritture”, tutte cose che
il Cardinale Ratzinger affermava essere contenute nel Terzo Segreto,
nella sua intervista del 1984. Peggio ancora, mentre il Cardinale Ratzinger
affermava nel 1984 che il Terzo Segreto conteneva “profezie religiose” – un’affermazione
fatta tre anni dopo il tentato omicidio contro il Papa – nel
giugno 2000, sul suo commento, affermò che non vi era alcuna profezia,
ma solo una descrizione di eventi passati, culminati nel tentato omicidio
del 1981.
Nel suo commento, il Cardinale Ratzinger scandalizzò i fedeli, compiendo
una serie di affermazioni ridicole, se non addirittura blasfeme, quali
il fatto che il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria non era altro che
l’amore che sconfigge le bombe e le armi, che il Trionfo che la
Madonna aveva promesso si sarebbe compiuto “alla fine”, era
in realtà avvenuto 2000 anni prima al momento del Suo fiat durante
l’Annunciazione, quando Ella disse all’Angelo Gabriele: “Avvenga
di Me quello che hai detto.” Egli affermò inoltre che la
devozione al Cuore Immacolato non vuol dire altro che conformarsi personalmente
al volere di Dio, e quindi acquisire, in tal modo, un “cuore immacolato” proprio,
riducendo pertanto l’unico e solo Cuore Immacolato di Maria, Madre
di Dio, ad una condizione generale che può essere ottenuta
da qualsiasi persona.
La Conversione della Russia al Cattolicesimo, e la diffusione della devozione
al solo e unico Cuore Immacolato di Maria in tutto il mondo, non sono
neanche menzionati nel commento del Cardinale Ratzinger. Inoltre, l’unica “autorità” su
Fatima, citata dal Cardinale, è Padre Edouard Dhanis, S.J., un
Gesuita modernista che ha speso anni della sua vita gettando ombre di
dubbio sugli elementi profetici del Messaggio di Fatima riguardo alla
Russia. Padre Dhanis ha affermato che questi elementi del Messaggio erano
solamente pie invenzioni di Suor Lucia. Dhanis ha rifiutato di studiare
gli archivi ufficiali di Fatima o di consultare altri documenti resigli
disponibili, pur di non dover ritrattare le sue false teorie. Nell’uniformarsi
agli errori di Padre Dhanis, che riduce Fatima ad una pietà generica,
priva di qualsiasi contenuto profetico o di avvertimento di eventi futuri,
il commento del Cardinale Ratzinger conclude il suo assalto a Fatima
affermando che tutto ciò che rimane del Messaggio di Fatima, è solo
preghiera e penitenza.
Il commento al Messaggio di Fatima, mentre superficialmente sembra
sostenere Fatima, è in realtà un tentativo di rimuoverne
gli elementi profetici (inclusi la diffusione degli errori da parte della
Russia, la sua Consacrazione e conversione al Cattolicesimo, e la diffusione
della devozione al Cuore Immacolato di Maria), e di seppellirli una volta
per tutte. E’ un tentativo di ridurre il profondo significato e
le implicazioni di quegli elementi, affinché vengano ignorati
e, infine, totalmente dimenticati.
(Per ulteriori informazioni sulla pubblicazione del Terzo Segreto del 26 giugno
2000, vedi: “La
farsa del 26 giugno 2000”; “Il
Messaggio di Fatima del Cardinale Ratzinger” e “Il
Terzo Segreto consiste di due testi distinti?”, cap. 11 e 12,
rispettivamente, de La Battaglia Finale del Diavolo;
e del The
Fatima Crusader numero 64.)
III. Intervista con Suor Lucia
Il 17 novembre 2001, l’Arcivescovo Tarcisio Bertone condusse un’intervista
a Suor Lucia, presso il suo convento di Coimbra, in Portogallo. Un mese
dopo, L’Osservatore Romano pubblicò un comunicato
riguardo all’intervista di Bertone.1 Il comunicato affermava che
Suor Lucia, riguardo al Messaggio di Fatima, concordava con
il commento del Cardinale Ratzinger, persino col fatto che buona parte
di esso era stato inventato da lei. Poi, secondo Mons. Bertone, Suor
Lucia aveva affermato che la consacrazione del mondo, compiuta nel1984,
era valida come consacrazione della Russia, e che “tutto è stato
pubblicato; non vi sono altri segreti.” La prima parte di quest’affermazione
contraddice tutto ciò che Suor Lucia aveva detto, pubblicamente
ed al contrario, negli ultimi 70 anni. La parte finale dell’affermazione
viene presentata come risposta di Suor Lucia ad una domanda sul Terzo
Segreto – ma la domanda, curiosamente, non viene fornita.
Ora, quando un quotidiano o una rivista pubblicano un’intervista con
una persona ancora in vita, il lettore si aspetta giustamente una serie
di domande seguita da una serie di risposte complete, affinché il
lettore possa vedere con i suoi occhi – nel pieno contesto – cosa
aveva da dire l’intervistato con le sue parole. Non in
questo caso. Malgrado ci venga detto che Mons. Bertone e Suor Lucia abbiano
conversato “per più di due ore”, Mons. Bertone fornisce
solo il suo riassunto della conversazione, concentrato in poche parole
attribuite a Suor Lucia. Non c’è trascrizione, né registrazione
audio o video di quelle due ore di colloquio. In effetti, meno del
10 per cento delle parole attribuite a Suor Lucia (solo 44 parole
su 463) hanno niente a che vedere con lo scopo dichiarato di quest’intervista,
che era quello di rispondere ai continui dubbi nelle menti di milioni
di Cattolici, riguardo alla Consacrazione della Russia e alla completezza
della pubblicazione, da parte del Vaticano, del Terzo Segreto.2
Il comunicato di Bertone dimostra che Suor Lucia veniva trattata ancora come
se facesse parte del programma protezione testimoni dell’FBI. Si,
certo, lo sappiamo tutti che era una suora di clausura. Ma un’intervista è un’intervista,
e due ore di colloquio sono pur sempre due ore di colloquio. In due ore
di colloquio, si possono pronunciare tra le 11.000 e le 14.000 parole.
Eppure, ce ne vengono fornite solo 463 provenienti da Suor Lucia. Dov’è l’intervista,
e cos’è successo alla conversazione di due ore? E come
possiamo inquadrare questo curioso surrogato di intervista con l’affermazione
che Suor Lucia ha detto tutto ciò che c’è da sapere
riguardo al Messaggio di Fatima? Se ci avesse detto tutto ciò che
sa, allora non ci sarebbe niente da nascondere. E se non c’è niente
da nascondere, perché non pubblicare tutto ciò che le è stato
chiesto e tutto ciò che ha risposto, durante quelle due ore? Ed
infine, perché non permettere a Suor Lucia di parlare direttamente
al mondo, quanto e come vuole, e risolvere finalmente tutte le questioni?
Eppure, malgrado la pubblicazione dell’opuscolo Il Messaggio di
Fatima da parte del Cardinale Joseph Ratzinger e dell’Arcivescovo
Bertone il 26 giugno 2000 – un documento che ci assicura
che la Russia è stata propriamente consacrata e che tutti
gli eventi contenuti nel Terzo Segreto ora “appartengono
al passato” – Suor Lucia è stata ancora a
lungo tenuta lontana dai microfoni e da testimoni neutrali. E’ stata
completamente invisibile durante la rivelazione della visione
di Bertone/Ratzinger, che essi pretendevano essere il Terzo Segreto,
e la pubblicazione del loro Commento ad esso. Ed ella è rimasta
invisibile fino alla sua morte, anche se “Fatima appartiene
al passato”. (per altre informazioni sull’informazione
di Mons. Bertone con Suor Lucia, vedi: “Fateci
ascoltare la testimone, in nome del Cielo”, cap. 14
of La Battaglia Finale del Diavolo.)
IV. La Persecuzione di Padre Gruner:
La minaccia di Scomunica e della
Presunta Sospensione a Divinis
Un altro tentativo atto a seppellire Fatima, è stato compiuto tramite
la persecuzione contro Padre Gruner – il vero promotore dell’intero
Messaggio di Fatima, specialmente di quelle parti che non sono politicamente
corrette (quali, ad esempio, la Consacrazione della Russia e l’intero
Terzo Segreto). Il successo che ha avuto Padre Gruner nel diffondere
il Messaggio completo, incluso quegli aspetti che alcuni funzionari del
Vaticano vorrebbero cancellare, ha portato agli attacchi che si susseguono
ormai da molti anni; l’intensità degli attacchi, tuttavia, è andata
aumentando col tempo. (per ulteriori informazioni, vedi: “La
Persecuzione di Padre Gruner“)
Il fatto che Padre Nicholas Gruner, un sacerdote fedele che ha dedicato tutto
se stesso alla Madonna di Fatima ed alla promozione del Suo Messaggio,
sia stato perseguitato in tal modo (mentre lo stesso non si può dire
di sacerdoti arrestati per crimini gravissimi o per quelli che diffondono
le eresie), dimostra quanto alcuni individui siano dediti all’occultamento
del Messaggio di Fatima ed all’oppressione verso coloro che lo
diffondono. Mentre le condizioni in cui versano il mondo e la Chiesa
vanno di giorno in giorno peggiorando, e i terribili castighi predetti
dalla Madonna di Fatima incombono su di noi e minacciano il nostro futuro,
queste persone si adoperano incessantemente per seppellire l’unico
mezzo che il Signore ci ha dato per rimediare ai problemi e portare la
pace. (Per ulteriori informazioni sul tentativo di far tacere Padre Gruner,
vedi “Ridurre
al silenzio i Messaggeri: Padre Gruner (1989-...)”.)
V. Il Nuovo Programma interconfessionale a Fatima
Il Rito Indù officiato su di un Altare Cattolico a Fatima
Gli ultimi tre mesi del 2003, presso il Santuario Portoghese di Fatima, la
vicenda ha avuto un nuovo ulteriore sviluppo, che ha scatenato l’indignazione
dei Cattolici di tutto il mondo.
La serie di eventi è cominciata con un Congresso interconfessionale,
tenutosi a Fatima, in cui alcuni presunti Cattolici, in veste di oratori,
hanno criticato e minato alle fondamenta alcuni dogmi Cattolici.
A questo fatto sono seguiti rapporti, secondo i quali la nuova basilica modernista
che sta venendo costruita a Fatima, e che è costata la bellezza
di 45 milioni di dollari, sarebbe divenuta un Santuario interconfessionale.
Infine, il 5 maggio 2004, il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra, ha permesso
ad un gruppo di Indù di condurre una cerimonia di preghiere pubblica
su di un altare Cattolico, un atto proibito per tutta la storia della
pratica e dell’insegnamento Cattolico.
Malgrado la protesta, scatenatasi in tutto il mondo, il Rettore del Santuario
di Fatima, Guerra, ha difeso la cerimonia di preghiere Indù a
Fatima, mentre il quotidiano locale di Fatima, Notícias de
Fátima, ha schernito ed insultato i fedeli Cattolici che
avevano protestato contro quest’oltraggio interconfessionale.
Il Congresso Interconfessionale
Tra il 10 ed il 12 ottobre 2003, Il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra,
ha ospitato il Congresso Interconfessionale di Fatima: “Il Presente
dell’Uomo, il Futuro di Dio, il Luogo del Santuario in Relazione
al Sacro”. Al Congresso ha partecipato anche il giornalista John
Vennari, le cui relazioni sono state pubblicate dal The Fatima Crusader e
dal Catholic Family News. Sono inoltre pubblicati su internet.
Vennari ha affermato che il Congresso “conteneva alcune tra le più esplicite
eresie che abbia mai ascoltato”. Vennari ha anche registrato su
cassetta l’intero congresso, e ne ha filmato alcune parti.
Ecco un esempio di cosa è avvenuto:
I relatori del Congresso, tra cui Padre Jacques Dupuis e l’Arcivescovo
Michael Fitzgerald, hanno detto ai delegati che i Cattolici non dovrebbero
cercare di convertire i non-Cattolici alla Chiesa Cattolica. Questo perché,
secondo il nuovo sistema ecumenico, i non-Cattolici fanno ormai parte
del “Regno di Dio”, e non devono convertirsi alla Chiesa
Cattolica per ottenere la salvezza.
Sul fatto che “non vi è salvezza al di fuori della Chiesa Cattolica”,
che è un dogma definito infallibilmente e a cui i Cattolici sono
tenuti a credere per poter rimanere Cattolici, Padre Dupuis ha risposto,
disgustato: “Non c’è bisogno di invocare quell’orribile
testo del Concilio di Firenze”. Padre Dupuis ha inoltre affermato
che lo scopo del dialogo, è quello di aiutare a diventare “il
Cristiano, un Cristiano migliore; e l’Indù, un Indù migliore.”
Quelli che stavano in platea, inclusi il Cardinale Patriarca di Lisbona, il
Rettore del Santuario di Fatima, il Vescovo di Leiria-Fatima ed il Delegato
Apostolico del Portogallo, hanno tutti applaudito al discorso di Padre
Dupuis nel quale, tra molte altre oltraggiose dichiarazioni, egli aveva
criticato una dottrina della Chiesa, definita infallibilmente. Il giorno
seguente, l’Arcivescovo del Vaticano, Michael Fitzgerald, disse
alla conferenza che: “Ieri Padre Dupuis ha spiegato la base teologica
per lo sviluppo delle relazioni con i popoli di altre religioni”.
In breve, l’Arcivescovo Fitzgerald aveva fatto i complimenti all’eresia
di Padre Dupuis.
Si tratta di un’impudente critica di una verità Cattolica, perenne
ed infallibile.
Il Concilio di Firenze, che Padre Dupuis definisce “testo orribile”,
ha definito infallibilmente che “i Pagani, gli ebrei, gli eretici
e gli scismatici” sono “al di fuori della Chiesa Cattolica”,
e pertanto, “non possono partecipare alla salvezza eterna”,
a meno che “prima della morte” essi non si riuniscano all’unica
vera Chiesa di Gesù Cristo, la Chiesa Cattolica.
Il Catechismo del Concilio di Trento, fedele a questa verità,
insegna che: “gli infedeli, gli eretici, gli scismatici e le persone
scomunicate” sono “escluse dalla luce della Chiesa”.
In altre parole, i Protestanti, gli Ebrei, i Mussulmani, gli Indù,
i Buddisti, ecc., non fanno parte della Chiesa Cattolica, che è il
Regno di Dio in terra.
Il Catechismo di Papa San Pio X, secoli dopo, presenta le stesse
verità, senza cambiamenti. Esso insegna che: “al di fuori
della vera Chiesa vi sono: gli Infedeli, gli Ebrei, gli eretici, gli
apostati, gli scismatici e le persone scomunicate”. Esso afferma
inoltre che: “nessuno può salvarsi al di fuori della Chiesa
Cattolica, Apostolica e Romana, proprio come nessuno potette essere salvato
dal diluvio al di fuori dell’Arca di Noè, che è modello
per la Chiesa.”
Eppure, le affermazioni di Padre Dupuis, così come l’intero orientamento
di questo Congresso, non solo hanno negato questo dogma infallibile,
ma hanno anche promosso l’indifferentismo religioso, ovvero la
falsa credenza che l’uomo possa trovare la propria salvezza in
qualsiasi religione.
Quest’insegnamento è stato esplicitamente condannato dal costante
insegnamento della Chiesa Cattolica sin dall’inizio, ed è stato
specialmente condannato dai Papi Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI e
Beato Pio IX.
Papa Gregorio XVI, nella sua grande Enciclica Mirari Vos, ha specificatamente
criticato la nozione che “la salvezza eterna dell’anima possa
essere ottenuta per mezzo di qualsiasi professione di Fede, fintanto
che le morali dell’uomo siano in linea con uno criterio di giustizia
ed onestà”. Egli lo definì “l’errore
più deplorevole” e una “idea odiosa che è cresciuta
da tutte le parti per mezzo gli inganni di uomini malvagi”.
Eppure queste “Idee odiose” e questi “errori deplorevoli” sono
stati promossi al Congresso pan-religioso del 2003, sponsorizzato dal
Rettore del Santuario di Fatima, Guerra.
La sessione domenicale del Congresso ha incluso testimonianze di rappresentanti
del Buddismo, dell’Induismo, dell’Islam, della Chiesa Anglicana,
di quella Orientale Ortodossa e di quella Cattolica. In questa sessione,
Padre Arul Irudayam, Rettore del Santuario Mariano Cattolico di Vailankanni,
in India, se ne è uscito affermando che, come ulteriore sviluppo
del cameratismo ecumenico, gli Indù ora stavano compiendo i loro
riti demoniaci all’interno di quel santuario Cattolico.
I delegati della Conferenza, tra cui anche l’Arcivescovo Fitzgerald,
hanno applaudito a questo discorso, nel quale Padre Irudayam ha avuto
l’ardire di affermare che questo Santuario Mariano, viene ora usato
per riti idolatri. Vennari ha chiesto, all’epoca, “quanto
tempo ancora prima che il Santuario di Fatima venga dissacrato alla stessa
maniera?”
Come si è visto poi, il Rettore del Santuario di Fatima, Guerra, avrebbe
attuato una simile dissacrazione del Santuario di Fatima, solo sette
mesi dopo la fine del Congresso interconfessionale.
“Un Santuario per Molti Credi”
Il primo novembre, il Portugal News pubblicò la notizia che
questo Congresso faceva parte di un piano, teso a rendere il Fatima un
Santuario Interconfessionale. Anche il Notícias de Fátima,
una rivista bi-settimanale in amichevoli rapporti con il Santuario di
Fatima, pubblicò articoli riguardo al Congresso. Nell’edizione
del 24 ottobre, in prima pagina, a caratteri cubitali ed in rosso, scrisse: “Un
Santuario per Molti Credi”. A pag. 8 di quell’edizione, vi
era l’articolo dal titolo: “Il Santuario si apre al pluralismo
religioso”, seguito da questo sottotitolo: “Il Santuario
di Fatima assume una vocazione universalista e di benvenuto verso le
altre religioni.”
Due quotidiani Portoghesi, il Portugal News e il Notícias
de Fátima (la rivista locale in amichevoli rapporti
con il Santuario di Fatima) pubblicarono quest’affermazione: “Il
futuro di Fatima deve passare attraverso la creazione di un santuario
dove le differenti religioni possano incontrarsi.” Notícias
de Fátima pubblicò queste parole in una didascalia
sotto una foto in prima pagina, ed il Portugal News le
attribuì al Rettore del Santuario di Fatima, Guerra.
I vari rapporti pubblicati dal Fatima Center, riguardo al Congresso di Fatima,
stampati in grande quantità e diffusi su internet, hanno scatenato
in tutto il mondo lo sdegno di Cattolici preoccupati nei confronti del
nuovo orientamento pan-religioso di Fatima.
Vuote Smentite
Dopo alcune settimane di protesta crescente, e di controversia su internet
ed altrove, il giornale British Catholic The Universe chiese
all’Arcivescovo Michael Fitzgerald, capo del Pontificio Concilio
per il Dialogo Interreligioso del Vaticano, di rilasciare una dichiarazione
riguardo a quel progetto.
Nella sua breve risposta, l’Arcivescovo disse che “non c’era
il rischio che il Santuario di Fatima divenisse un centro di pellegrinaggio
interconfessionale”, ma lasciò tuttavia aperto il dilemma
se il santuario avrebbe continuato, o meno, a promuovere radicali attività ecumeniche,
discusse al recente congresso (del quale, tra l’altro, era stato
un esponente di primo piano).
In un articolo per il periodico bi-settimanale, The Remnant, il famoso
commentatore Christopher Ferrara ha osservato che l’Arcivescovo
Fitzgerald non ha affatto smentito l’affermazione del Rettore Guerra,
secondo il quale Fatima deve passare attraverso la creazione di un santuario
dove “le differenti religioni possano incontrarsi”, né ha
preso le proprie distanze dalla teologia eretica di Padre Dupuis, il
quale anzi è stato da lui lodato, in maniera piuttosto estravagante,
al congresso di Fatima. Mentre “Fatima potrebbe non essere mai
una Mecca interreligiosa,” ha scritto Ferrara, “è stato
comunque stabilito che il Santuario (per usare le parole di Fitzgerald)
ha una ‘dimensione interconfessionale’”.
Allo stesso modo, il giornalista John Vennari fa notare che gli argomenti
e le discussioni riguardo all’etichetta di “Santuario Interconfessionale” sono
ormai solo uno specchio per le allodole, dato che “Fatima è già un
luogo di attività interconfessionali, che lo si chiami ‘Santuario
interconfessionale’ o meno.”
Risposte Ambigue
In risposta all’iniziale opposizione, il Rettore Guerra ha attaccato
gli avversari del suo progetto, bollandoli come “tradizionalisti,
fanatici estremisti dalle vedute limitate, dei provocatori.”
Più tardi, in un suo comunicato stampa del 28 dicembre 2003, il Rettore
Guerra ha calunniato coloro che si opponevano al suo progetto, accusando “la
grande maggioranza, forse la totalità” di quest’ultimi
di essere “il risultato di una longa macchinazione, localizzata
negli Stati Uniti, di persone ferocemente contrarie al Vaticano Secondo” (§2).
Guerra li ha etichettati come “estremisti” (§9, 11),
i quali “vogliono impegnarsi in ostinate crociate, fino al punto
di entrare in conflitto con le autorità della Chiesa per non aver
interpretato i messaggi di una rivelazione particolare, allo stesso modo
in cui lo fanno loro”. (§8)
In effetti, il comunicato stampa del Rettore Guerra non ha fatto altro che confermare il
nuovo orientamento interconfessionale di Fatima. Il Rettore Guerra ha
inoltre espresso la sua assurda opinione che il Messaggio della Madonna
di Fatima sia una chiamata al dialogo interreligioso. E’ ridicolo,
perché il dialogo interreligioso e le pratiche che stanno avvenendo
oggi a Fatima, sarebbero state immediatamente condannate da Papa Benedetto
XV, il pontefice regnante all’epoca delle apparizioni di Fatima,
nel 1917.
Guerra affronta il discorso di aprire Fatima alle religioni Cattoliche in
maniera ambigua. Egli afferma che: “Non siamo pronti a condividere
il modo in cui adoriamo, almeno non in ciò che riguarda i
sacramenti, e specificatamente l’Eucaristia… pertanto,
lo spazio per il culto che, piacendo a Dio, cominceremo presto a costruire… sarà riservato
solamente al culto Cattolico.” Egli ha poi aggiunto: “Quando
ci sembrerà opportuno… questa basilica sarà in
grado di ricevere i fratelli di altre fedi che volessero… osservare
il modo in cui preghiamo” (tutto il § 4, enfasi aggiunta).
Poche settimane più tardi, quando l’editore di un sito Mariano
ha chiesto al Rettore Guerra riguardo al permesso, per altre religioni
non-Cattoliche, di esercitare il proprio culto al Santuario di Fatima,
Guerra ha risposto: “Siamo ancora ben lungi dall’avere
gli Indù o gli Islamici che pregano a Fatima…” Egli
non ha detto che non sarebbe mai accaduto. Ha lasciato la porta aperta.
Era chiaro che vedere un culto pagano officiato a Fatima, sarebbe solo
stata una questione di tempo.
Gli Indù a Fatima
Le smentite e gli equivoci dell’Arcivescovo Fitzgerald e del Rettore
Guerra, si sono dimostrate del tutto vuote. Perché il 5 maggio
2004 si è tenuta una cerimonia Indù nella Capelinha di
Fatima, la cappella costruita proprio nel luogo dove era apparsa
la Madonna nel 1917. L’evento è stato trasmesso in
televisione il 5 maggio dalla SIC, una stazione televisiva indipendente
Portoghese, che ha definito l’evento “un’esperienza
ecumenica non comune”.
La trasmissione mostrava un gruppo di Indù i quali, dopo aver pregato
i loro vari dei presso un tempio Indù a Lisbona, viaggiava in
autobus fino a Fatima. Al loro arrivo, gli veniva permesso l’uso
della Capelinha per una cerimonia di preghiere. Tre ragazze Indù sono
entrate nel santuario e hanno posto dei fiori sotto alla statua della
Madonna, ed un “sacerdote” Indù, vestito nel tradizionale
indumento Indù, si è posto dinanzi ad un altare Cattolici ed
ha intonato lo “Shanti Pa”, una preghiera per la pace. La
congregazione degli Indù ha quindi risposto con un canto religioso.
Tutto questo è stato fatto con la benedizione del Rettore Guerra,
che è apparso nella trasmissione televisiva della SIC, affermando
di dare il benvenuto alla visita Indù.
Successivamente, la SIC ha commentato: “I pellegrini Indù sono
ricevuto come se fossero un’ambasciata; un gesto senza precedenti,
che può essere considerata un invito per altre visite.” Qui
il Vescovo Serafim di Fatima ed il Rettore Guerra sono stati ringraziai
ed hanno accettato di buon che il “sacerdote” indù ponesse
sulle loro spalle delle sciarpe, ricamate con i versi del Bhagavad
Gita, uno dei libri sacri dell’Induismo.
Due giorni dopo, il 7 maggio, il Notícias de Fátima,
il giornale locale di Fatima, si lanciò contro chi si opponeva
al nuovo orientamento interconfessionale. Insieme ad alcune citazioni
del Rettore Guerra, il quotidiano citò un certo Fratello Valente,
il quale criticava coloro che resistevano all’ecumenismo, come
gente che aveva “perso il treno”, e comparava questi fedeli
Cattolici a dei “Talebani”.
Fratello Valente, un falso insegnante, ha scelto di dimenticare l’immutabilità della
verità Cattolica, descritta infallibilmente in special modo dal
Secondo Concilio di Nicea, da cui apprendiamo che:
“Se qualcuno rigetta una tradizione, scritta od orale, della
Chiesa, sia Anatema su di lui”.
“La Madre Santissima”
A sentire loro, gli Indù sono giunti a Fatima per portare omaggio alla “Madre
Santissima”. Cerchiamo di capire esattamente cosa intendono gli
Indù con “Madre Santissima”: è un significato
assai differente di quello inteso dai Cattolici. Con “Madre Santissima”,
i Cattolici intendono la Beata Vergine Maria, Madre di Gesù Cristo,
figlia di Gioacchino ed Anna, una creatura umana. Quel che intendono
gli Indù, invece, con “Madre Santissima”, è la
manifestazione di uno o più d’uno dei loro dèi o
dee.
Lo scrittore Cattolico Edwin Faust, che è stato per breve tempo un
Indù, prima di convertirsi nuovamente al Cattolicesimo, ci aiuta
a comprendere cosa è avvenuto realmente a Fatima:
Gli Indù, a Fatima, hanno offerto alla Madonna quello che
loro chiamano puja, ovvero un culto divino. Come hanno spiegato
i pellegrini ed il loro shastri, o “sacerdote”, essi considerano
Maria come una manifestazione di Dio, proprio come essi considerano le
divinità del loro panteon, ciascuno dei quali ha sia un aspetto
maschile che uno femminile. Maria viene vista da loro come l’aspetto
femminile della divinità Cristiana, e la divinità Cristiana
per loro è solo la mera concezione occidentale del loro maja deva,
o dio supremo. E’ essenziale comprendere questo concetto. Gli Indù non
considerano la Beata Madre come una persona storica, distinta dal Suo
Creatore, ma come una delle loro incarnazioni quasi-mitologiche, una
manifestazione divina.
Per questo motivo, gli Indù non sono venuti a Fatima per recitare preghiere
Cattoliche. Gli Indù non sono stati Cattolicizzati,
piuttosto il Santuario Cattolico di Fatima è stato Induizzato. Essi
hanno usato il Santuario, nel luogo esatto, in cui è apparsa
la Madonna ai pastorelli, per officiare i loro riti pagani, che San Paolo
chiamava “demoni” (1 Cor 10:20).
Su questo punto, ci sono d’aiuto le ineffabili parole del salmo 95:5 “tutti
gli dèi delle nazioni sono un nulla”.
Allo stesso modo, nei riguardi delle preghiere Indù, si era espresso
San Francesco Saverio, un apostolo in India, e uno dei più grandi
missionari nella storia della Chiesa: “Tutte le invocazioni dei
pagani sono odiose a Dio perché tutti i loro dei sono diavoli.”
.Per farla breve, il Rettore Guerra ha permesso un culto pagano sull’altare
Cattolico di Fatima. Peggio ancora, in un comunicato del 29 giugno ha
successivamente difeso quell’oltraggio, usando termini
disonesti ed argomenti insostenibili.
Il Rettore Guerra, nel suo comunicato, ha spiegato che ha dato il benvenuto
ad altri dignitari non-Cattolici e non-Cristiani a cui è stato “dato
il benvenuto” nel Santuario, in passato; personalità come
il Dalai Lama, Hillary Clinton e la moglie di Yassar Arafat. Eppure tutto
questo non ha niente a che vedere con la cerimonia Indù del 5
maggio, perché nessuno di questi dignitari ha cercato di officiare
una cerimonia di un culto pagano su di un altare Cattolico.
Il Rettore Guerra ha negato che vi fossero altre persone nel Santuario della
Capelinha, ad eccezione del “sacerdote” Indù e del
suo traduttore. Ancora una volta, queste smentite si rivelano essere
false, sbugiardate proprio dalla trasmissione della SIC, in cui si vedono
tre giovani ragazze Indù mentre entrano nel santuario, per porre
fiori sotto la statua della Madonna.
Guerra ha anche affermato che “non sono state fatte cerimonie, né è stato
officiato alcun rito, sopra o sotto l’altare”. Questo non è vero.
La trasmissione della SIC mostra chiaramente il sacerdote mentre intona
lo Shanti Pa davanti all’altare, e la congregazione Indù ha
intonato un canto, in risposta. Questa è una cerimonia religiosa
Indù che è avvenuta su di un altare Cattolico. Le foto,
tratte da questa trasmissione televisiva della SIC, e pubblicate su questo
sito internet, confermano questo fatto (vedi “Scene
di una Dissacrazione: Rapporto Fotografico del Rito Indù a Fatima”).
E’ triste vedere che il Rettore Guerra non dice la verità nelle
sue ritrattazioni.
Per di più, il Rettore Guerra tenta di giustificare la visita Indù,
affermando che gli Indù erano giunti per adorare la “Madre
Santissima”. E’ ovvio tuttavia, e lo si evince benissimo
dal comunicato stampa, che il Rettore Guerra conosce assai bene la differenza
tra la Beata Vergine Maria e ciò che gli Indù chiamano “Madre
Santa”, dato che il Rettore Guerra usa il termine tra virgolette,
e non si riferisce mai agli Indù come pellegrini che vengono ad
onorare “la Beata Vergine Maria, Madre di Dio.”
Si tratta di un atto di deliberata disonestà. E’ un tradimento
di Padre Guerra verso il proprio dovere di sacerdote Cattolico, ovvero
quello di dire sempre la verità. E’ una bestemmia contro
la Madonna.
Commentando questo aspetto del comunicato stampa, Craig Heimbichner, un autore
Cattolico che ha effettuato studi approfonditi sull’occulto, ha
affermato che:
“Padre Guerra sembra apparentemente ritenere che l’affermazione
Indù, secondo la quale Maria è la “Madre Santa”,
sia la prova che le devozioni degli Indù a Fatima sono accettabili
dal Signore, piuttosto che sacrileghe. Dato che è assai ben noto
che gli Indù considerano la ‘Madre Santa’ come 1)
una dea, 2) una manifestazione sotto varie ‘forme’, tra cui
3) un vero e proprio essere incubotico e sanguinario di nome Kali, e
la prostituta cosmica conosciuta come Armani, sembrerebbe che Padre Guerra
abbia un bel po’ di cose in più da spiegare. Penso che equiparare
la madre terrena di Padre Guerra ad una psicopatica omicida o ad una
prostituta, sarebbe del tutto inaccettabile per lui; e allora perché accetta
casualmente un analogia simile riguardo a Maria, la sua Madre celeste,
la Madre di Nostro Signore?”
Già, perché?
Il Santuario della Madonna deve essere Difeso
Alla fine del 2003, il Rettore Guerra ha assicurato i Cattolici che non vi
sarà alcun culto sacrilego sotto la sua custodia del Santuario
di Fatima. Molti, tra cui la EWTN e Padre Robert J. Fox, hanno preso
il Rettore Guerra in parola, ed hanno commentato che sicuramente quel
sacrilegio non sarà mai il benvenuto a Fatima.
Dopo il Rito Indù, tuttavia, gli avvocati difensori del Rettore Guerra
non potranno più nascondersi dietro la sua cosiddetta “negazione”.
Le prove sono chiare ed evidenti per tutti.
Ciò non ostante, la EWTN e Padre Robert J. Fox continuano a difendere
le azioni del Rettore Guerra, e continuano ad attaccare i fedeli Cattolici
che protestano contro quest’oltraggio.
Ciò può voler dire solamente che Padre Fox e la EWTN approvano
che gli Indù pratichino il culto dei loro falsi dèi su
di un altare Cattolico.
Nel frattempo, il Fatima Center continua a protestare contro le attuali dissacrazioni
a Fatima, spinge i suoi lettori affinché offrano preghiere di
riparazione, e continua a fornire aggiornamenti su questi sviluppi così tragici,
tristi e sacrileghi.
Note:
- La versione Italiana è stata pubblicata il 21 dicembre 2001;
l’edizione Inglese, sull’edizione Inglese de L’Osservatore
Romano del 9 gennaio 2003.
- E’ anche importante ricordare che il recente libro di Suor
Lucia, I richiami del Cielo, avrebbe dovuto in teoria “rispondere
a tutte le domande su Fatima”. Eppure, i due argomenti
che richiedono la maggiore spiegazione e che chiedono una risposta,
la Consacrazione della Russia ed il Terzo Segreto, non vengono
neanche menzionati.
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