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III. La Grande Promessa e le Sue Condizioni

La cosa più incredibile riguardo a Pontevedra è, ovviamente, l’incomparabile promessa fatta dalla Madonna di Fatima: “a tutti coloro che compiono la devozione riparatrice dei Primi Cinque Sabati consecutivi…”, secondo le condizioni richieste: “Io prometto di assisterli nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime. Con infinita generosità, la Beata Vergine Maria promette in questo modo la grazia delle grazie, la più sublime tra tutte, quella della perseveranza finale. Questa grazia non può essere meritata neppure da un’intera vita di santità spesa in preghiere e sacrifici, perché è sempre un dono puramente grazioso della Divina Misericordia. E questa promessa non ha eccezioni, limiti o restrizioni: “A tutti coloro che…, Io prometto”.

La sproporzione tra questa “piccola devozione” richiesta, e l’immensa grazia che ne scaturisce, ci rivela prima di tutto, ed innanzitutto, il quasi infinito potere di intercessione concesso alla Beata Vergine Maria per la salvezza di tutte le anime. “La grande promessa, (come scrive Padre Alonso) non è niente altro che una nuova manifestazione di questo amore compiacente che la Santissima Trinità nutre per la Beata Vergine Maria. Per coloro che capiscono queste cose, è facile ammettere che queste meravigliose promesse possano essere concesse per mezzo di pratiche così umili. Tali anime accettano la promessa con amore filiale, e con cuore pieno semplicemente della fiducia nella Beata Vergine Maria.”10

In breve, possiamo asserire in tutta certezza che il primo frutto della Comunione Riparatrice è la salvezza di chi la pratica. Non poniamo limiti alla Misericordia Divina, ma teniamoci alla lettera della promessa della Beata Vergine Maria: chiunque soddisfi tutte le condizioni richieste, può essere sicuro di ottenere, almeno in punto di morte – e questo anche in caso di ritorno ad uno seria condizione di peccatore – le grazie necessarie per ottenere il perdono di Dio, e di essere salvati dal castigo eterno.

Come vedremo, tuttavia, c’è di più in questa promessa, perché lo spirito missionario è presente ovunque nella spiritualità di Fatima. La devozione Riparatrice ci viene raccomandata anche come mezzo per convertire i peccatori, la cui anima è a rischio gravissimo di essere persa, e come strumento efficacissimo di intercessione per ottenere la pace nel mondo da parte del Cuore Immacolato di Maria.11

Se la Madonna ha desiderato concedere così tanti frutti alla pratica di questa “piccola devozione”, non lo ha fatto forse per attirare la nostra attenzione su di essa affinché la praticassimo e per farla praticare a tutti quelli che conosciamo, ovunque possiamo? Per questo è importante avere familiarità con le condizioni richieste, ed avere una precisa conoscenza di quest’ultime.

Sin dal 1925, Suor Lucia non ha mai cessato di ripeterle, e sempre negli stessi termini. Vi sono cinque condizioni, alle quali viene aggiunta una sesta, che riguardano l’intenzione generale con cui gli altri atti devono essere compiuti.

1. Il Primo Sabato di cinque mesi consecutivi

"Tutti coloro i quali, nei primi sabati di cinque mesi consecutivi..." La prima condizione richiesta dal Cielo non contiene alcunché di arbitrario o di totalmente nuovo. Si inserisce anzi nell'immemore tradizione della pietà Cattolica la quale, avendo sempre dedicato i venerdì al ricordo della Passione di Gesù Cristo e del Suo Sacro Cuore, trova assai naturale dedicare i sabati a Sua Madre Santissima. E' questa la tradizione venerabile che ha ispirato al scelta del sabato.

Ma non è abbastanza: se guardiamo più in profondità, la grande richiesta di Pontevedra sembra essere il culmine gioioso di un intero movimento devozionale. Iniziato spontaneamente, esso è stato incoraggiato e codificato a Roma, e sembra essere nient'altro che la preparazione provvidenziale di ciò che sarebbe giunto più in avanti.

I quindici sabati in onore della Madonna e del Santissimo Rosario. “Per lungo tempo, membri di varie confraternite del Rosario hanno avuto la consuetudine di dedicare quindici sabati consecutivi alla Regina del Santissimo Rosario, prima di tale festa o durante altre parti dell’anno. In ciascuno di questi sabati, essi hanno ricevuto i sacramenti e hanno compiuto esercizi spirituali in onore dei quindici misteri del Rosario.” Nel 1889, Papa Leone XIII concesse l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli per uno di questi quindici sabati consecutivi. Nel 1892, “egli concesse inoltre a coloro che erano legittimamente impediti durante il sabato, di compiere questi esercizi spirituali durante le domeniche, senza perdere l’indulgenza.”12

I dodici primi sabati del mese. Con San Pio X, la devozione ai primi sabati del mese viene approvata ufficialmente: “tutti i fedeli che, il primo sabato o la prima domenica di dodici mesi consecutivi, dedichino un po’ di tempo in preghiera, ad alta voce o mentalmente, in onore della Vergine Immacolata nella Sua concezione otterranno, in ciascuno di quei giorni, un’indulgenza plenaria. Condizioni: confessione, comunione, e preghiere per le intenzioni del Pontefice Regnante.”13

La Devozione Riparatrice dei primi sabati del mese. Finalmente, il 13 giugno 1912, San Pio X concesse nuove indulgenze a pratiche che, quasi interamente, prefiguravano quelle richieste a Pontevedra: “Per promuovere la pietà dei Fedeli verso il Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio, e per compiere Riparazione per le offese compiute da uomini empi contro il Suo Santo Nome ed i Suoi privilegi, San Pio X concesse un’indulgenza plenaria per il primo sabato di ciascun mese, applicabile alle anime in purgatorio. Condizioni: confessione, comunione e preghiere per le intenzioni del Pontefice Regnante e pratiche spirituali con l’intenzione Riparatrice in onore della Vergine Immacolata.”14  Esattamente cinque anni dopo, il 13 giugno 1917 avvenne la grande manifestazione del Cuore Immacolato di Maria, a Fatima: “circondato da spine che sembravano trafiggerlo”. Suor Lucia disse anni dopo al riguardo: “Capimmo che si trattava del Cuore Immacolato di Maria, offeso dai peccati dell’umanità, che chiedeva Riparazione.”15

Il 13 novembre 1920, Papa Benedetto XV concesse nuove indulgenze a questa stessa pratica, ove fosse  compiuta nei primi sabati di otto mesi consecutivi.16

Una Devozione tradizionale … Che meraviglia assistere al Cielo che si accontenta di incoronare un grande movimento di pietà Cattolica, non facendo altro che precisare alcune decisioni di un Papa, (e che Papa!) San Pio X! Allo stesso modo, la Beata Vergine Maria apparve a Lourdes per confermare le infallibili dichiarazioni di Papa Pio IX.

E permetteteci di ribadire un concetto assai importante: richiedendo al Papa di approvare solennemente la devozione Riparatrice, rivelata a Pontevedra, la Madonna non stava certo chiedendo l’impossibile. La Provvidenza aveva preparato tutto così bene che nel 1925-1926, questa devozione era perfettamente in linea con tutta una serie di decisioni papali, che avevano dato una “prefigurazione” o un “anticipazione” di questa devozione dei primi sabati.

Ma è una Devozione del tutto nuova… Tuttavia, quanti nuovi elementi possiamo trovare in questo messaggio di Pontevedra! Per prima cosa, nella concessione di facoltà eccessive, che solo il Cielo può prendersi la libertà di concedere: il 10 dicembre la Vergine Maria non chiede più che Le vengano dedicati quindici, dodici e neanche otto sabati. Ella conosce la nostra inconcludenza, e ci chiede solamente cinque sabati – tanti quanti le decine del Rosario.

Poi, soprattutto, la promessa unita ad essa è stata aumentata enormemente: non è più una questione di indulgenze (ovvero la remissione del castigo per i peccati già perdonati), ma un segnale assai più forte di grazia: l’assicurazione di ricevere, in punto di morte, “tutte le grazie necessarie per la salvezza.” Una promessa più meravigliosa di questa sarebbe difficile da concepirsi, perché essa riguarda il successo od il fallimento nel “nostro affare più importante, l’unico nostro affare: quello della nostra salvezza eterna.”17

2. La confessione

Abbiamo visto che la confessione non deve essere per forza compiuta durante il primo sabato. Per una qualsiasi necessità, essa può essere compiuta persino dopo oltre otto giorni, ma vi deve essere almeno una confessione al mese. Tuttavia, è sicuramente preferibile che la confessione venga fatta, per quanto possibile, in un giorno vicino al primo sabato.

Deve esservi inoltre presente il pensiero di compiere Riparazione per il Cuore Immacolato di Maria. In questo modo, scrive Padre Alonso: “la persona aggiunge al motivo principale di riparazione per i nostri peccati – dato che, come è e sempre sarà, essi sono un’offesa a Dio, Che ci ha redenti in Cristo – un altro motivo di riparazione, che eserciterà senza alcun dubbio un’influenza benefica: la riparazione per l’offesa contro il Cuore Immacolato e Addolorato della Vergine Maria.”18

3. La Comunione Riparatrice dei primi sabati

La Comunione Riparatrice, ovviamente, è l’atto più importante della devozione di Riparazione. Tutti gli altri atti ruotano attorno ad essa. Per capire il suo significato e la sua importanza, bisogna considerarla in collegamento con la miracolosa Comunione dell’autunno del 1916; quella comunione infatti, era orientata completamente all’idea di Riparazione,19 grazie alle parole dell’Angelo. La Comunione Riparatrice deve essere inoltre considerata in relazione alla Comunione dei nove Primi Venerdì del mese, richiesta dal Sacro Cuore a Paray-le-Monial.

Qualcuno potrebbe obiettare: che ricevere la Comunione nei primi sabati di cinque mesi consecutivi è quasi impossibile per molti Fedeli, che non hanno funzioni liturgiche nella propria parrocchia, in tali giorni… Questa fu la domanda posta da Padre Gonçalves, il confessore di Lucia, a quest’ultima in una lettera del 29 maggio 1930:

“Se una persona non può adempiere alle condizioni durante il sabato, può farlo di domenica? La gente che vive in campagna, per esempio, non sarà in grado di farla spesso, perchè vivono piuttosto lontane.”20

Il Signore dette la risposta a Suor Lucia durante la notte tra il 29 ed il 30 maggio del 1930: “La pratica di questa devozione sarà ugualmente accettabile durante la domenica che segue al primo sabato, quando i Miei sacerdoti, per una giusta causa, lo permettano alle persone.”21 Per questo non solo la Comunione, ma anche la recita del Rosario e la meditazione sui misteri possono essere trasferiti alla domenica, per giusti motivi, che sta ai sacerdoti giudicare. E’ facile chiedere questo permesso durante la confessione. Notate ancora una volta il carattere Cattolico ed ecclesiale del Messaggio di Fatima. E’ ai Suoi sacerdoti, e non alla coscienza di ciascuno, che Gesù da la responsabilità di concedere questa ulteriore possibilità.

Dopo così tante concessioni, chi potrebbe ancora affermare di non essere stato in grado di esaudire le richieste della Vergine Maria?

4. Recita del Rosario

In ciascuna delle sei apparizioni del 1917, la Madonna ha richiesto alla gente di recitare il Rosario tutti i giorni. Dato che il problema riguarda la riparazione delle offese commesse contro il Cuore Immacolato di Maria, quale altra preghiera potrebbe mai esserLe più gradita?22

5. I quindici minuti di Meditazione sui quindici Misteri del Rosario

In aggiunta alla recita del Rosario, la Madonna chiede quindici minuti di meditazione sui quindici misteri del Rosario. Questo non vuol dire, ovviamente, che per ciascun mistero si debba meditare un quarto d’ora! Vengono richiesti solamente quindici minuti in tutto! Né è indispensabile meditare ciascun mese sui quindici misteri. Lucia scrive a Padre Gonçalves: “Per far compagnia alla Madonna per quindici minuti, mentre si medita sui misteri del Rosario.” Lucia scrisse la stessa cosa a sua madre, Maria Rosa, il 24 luglio 1927, suggerendole un’unica meditazione su alcuni dei misteri, a libera scelta:

"Madre, vorrei che anche voi mi deste la consolazione di adottare una devozione che so essere assai cara al Signore, e che la nostra cara Madre Celeste ha richiesto. Non appena l'ho appresa, ho desiderato praticarla, e che la praticasse tutto il mondo.

"Spero pertanto, madre, che mi risponderete dicendomi che la praticherete, e che cercherete di farla praticare da tutti glialtri, da voi. Non potreste darmi una consolazione più grande.

"Essa consiste solamente nel fare ciò che è scritto in quest'immaginetta. La confessione può essere fatta in un altro giorno, diverso dal sabato. I quindici minuti (di meditazione) potrebbero, penso, darvi un po' di problemi, ma è una cosa piuttosto facile. Chi avrebbe problemi nel pensare ai misteri del Rosario? Riflettere sull'Annunciazione dell'Angelo a Maria e sull'umiltà della nostra cara Madre, la quale vedendoSi così esaltata, chiama Se stessa l'Ancella del Signore; sulla Passione di Gesù, il Quale soffrì così tanto per nostro amore; e quella della Sua Santissima Madre vicino a Gesù durante il Calvario? Chi non potrebbe spendere quindici minuti in questi pensieri così pii, dinanzi alla più tenera tra le madri?

"Arrivederci, cara madre. Consolate in questo modo la nostra Madre Celeste, e provate a fare in modo che tanti altri La consolino alla stessa maniera. In questo modo, mi darete anche un'inimmaginabile gioia...

"La vostra devotissima figlia, che bacia la vostra mano."23

In questa bella lettera, Suor Lucia insiste sulla sesta condizione, che è poi la principale: ciascuna di queste devozioni deve essere compiuta “in spirito di Riparazione”, verso il Cuore Immacolato di Maria: “Consolando in questo modo, la nostra Madre in Cielo…”, scriveva.

6. L'intenzione di compiere Riparazione: "almeno tu, vedi di consolarMi"

Senza quest’intenzione generale, senza questo desiderio d’amore che vuole compiere Riparazione verso la Madonna, per consolarLa, tutte queste pratiche esterne non saranno di per sé sufficienti ad ottenere la magnifica promessa. E’ ovvio.

La pratica della Comunione Riparatrice deve essere attenta e costante. Nostro Signore l’ha spiegato a Suor Lucia nella Sua apparizione del 15 febbraio 1926: “E’ vero, figlia Mia, che molte anime iniziano (la pratica dei quindici sabati) ma poche perseverano fino alla fine, e coloro che perseverano ricevono le grazie promesse. Le persone che praticano i Primi Cinque Sabati con fervore, e per compiere Riparazione al Cuore della vostra Madre Celeste, Mi fanno più piacere di coloro che ne recitano quindici, ma che sono freddi e distaccati…”24 La Madonna chiede così poco, ma proprio perché così ci si può applicare con tutto il nostro cuore. Secondo la grande massima spirituale: “voler amare vuol dire amare.”

Le poche parole pronunciate dal Bambin Gesù e dalla Madonna il 10 dicembre 1925, spiegano tutto. Sono sufficienti a capire il vero spirito di questa devozione Riparatrice:

“Guarda figlia Mia, il Mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati in ogni momento Mi configgono con bestemmie e ingratitudini… senza che vi sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle… Almeno tu vedi di consolarMi.”

Quest’immagine, così espressiva, dice tutto: le bestemmie e le ingratitudini dei peccatori sono come tante piccole spine, che uno può togliere solo per mezzo dei nostri atti di amore e Riparazione. Perché è amore, o la “compassione”, il vero motore di tutte queste pratiche devozionale. Si tratta di consolare il Cuore Immacolato della “più tenera tra le madri”, che è così offesa.

Lucia aveva capito perfettamente tutto ciò sin dal primo momento. La conclusione della sua lettera del 15 febbraio 1926 a Mons. Pereira Lopes, in cui descriveva l’apparizione del Bambin Gesù, è eloquente a testimoniare questo fatto:

"Subito dopo, Egli scomparve, e nulla più mi fu rivelato circa i desideri del Cielo, fino ad oggi.

"E per quanto riguarda i miei desideri, (ella continua) possa una fiamma del divino amore venire accesa nelle anime che, essendo sostenute in questo amore, Consolino davvero il Sacro Cuore di Maria. Io ho almeno il desiderio di consolare tanto la mia cara Madre del Cielo, soffrendo tanto per il Suo amore."25

Va rimarcata l'originalità di questo messaggio.26 Perché qui non si tratta solo di consolare la Beata Vergine per mezzo della compassione al Suo Cuore trafitto dalle sofferenze di Suo Figlio. Se è per questo, il Messaggio di Fatima ha proprio come fondamento questo aspetto della pietà Cattolica, che è già tradizionale. Il 13 ottobre 1917, infatti, la Madonna dei Sette Dolori apparve nel cielo ai tre pastorelli.27 Ma il significato più preciso della devozione riparatrice richiesta a Pontevedra, infatti, non consiste solamente nella meditazione dei misteri dolorosi del Rosario, quanto nel considerare le offese che sta ricevendo, oggi, il Cuore Immacolato di Maria da parte di quegli uomini, ingrati e blasfemi, i quali rifiutano la Sua materna mediazione e si prendono gioco delle sue Divine* prerogative. Tutte queste sono spine che devono essere tolte dal Suo Cuore, per mezzo delle pratiche di Riparazione per consolarLa, e per ottenere il perdono per quelle anime che hanno avuto l'ardire di offenderLa così gravemente.

Niente potrebbe aiutarci a capire meglio il vero spirito di Riparazione, richiesto dalla Madonna di Fatima, del racconto dell’importante rivelazione cui fu fatta partecipe Suor Lucia il 29 maggio 1930.

* Nota dell’Editore: Riguardo alla Beata Vergine Maria, malgrado sia Ella una mera creatura, dal momento che Il Signore L’ha resa Madre di Dio e Regina del Cielo, si può con correttezza affermare che possegga prerogative divine.

NOTE:

  1. Alonso, La Gran Promesa del Corazon de Maria en Pontevedra, pag. 45.

  2. La grande promessa del Cuore Immacolato di Maria a Pontevedra ci ricorda, in modo stupefacente, la grande promessa del Sacro Cuore a Santa Margherita Maria. Ma dal momento che questa non è l’unica analogia, preferiamo includerla nell’esame di un parallelismo assai più accurato dei due messaggi di Paray-le-Monial e Fatima. In effetti, la rivelazione del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria si chiarificano e si spiegano assai bene l’un l’altro. Saremo in grado di spiegare tutto ciò più in dettaglio quando avremo analizzato più a fondo il Messaggio di Fatima.

  3. Padre F. Beringer, Les indulgences, leur  nature et leur usage, vol. I, numero 767, quarta edizione, Lethielleux, 1925.

  4. 1 luglio 1905, idem, Numero 760.

  5. Idem, Numero 762.

  6. Vedi Tutta la Verità su Fatima,  Volume I, pag. 159, pagg. 163-164.

  7. Beringer, op. cit., Numero 762. Il Papa concesse, in aggiunta all’indulgenza plenaria, il diritto ad una benedizione apostolica con l’indulgenza in punto di morte.

  8. Vedi Sant’Alfonso Liguori, Preparazione alla morte, dodicesima Considerazione: “L’importanza della Salvezza.”

  9. La Gran Promesa del Corazon de Maria en Pontevedra, pag. 75; cf. infra. Parte II, cap. VII, nota 21, nota 4.

  10. Vedi Tutta la Verità su Fatima,  Volume I, pag. 86-87.

  11. Documentos, pag. 407; Vedi Fatima et le Coeur Immaculé de Marie, pag. 46.

  12. La replica di Suor Lucia, ricevuta da Padre Gonçalves il 12 giugno 1930. Documentos, pag. 411; vedi Fatima et le Coeur Immaculé de Marie, pag. 47.

  13. Vedi Tutta la Verità su Fatima,  Volume I, pag. 296-298.

  14. Documentos, pag. 403. Per questa meditazione si dovrebbe seguire il consiglio di Suor Lucia. Vedi Tutta la Verità su Fatima, Volume II, Appendice III. Vedi anche pag. 26 di questo opuscolo.

  15. Documentos, pagg. 479-481.

  16. Uma Vida, pagg. 351-353.

  17. Cosa che lo distingue, assai chiaramente, dal messaggio di Berthe Petit, per esempio, che Madre Montfalim, la Superiore Provinciale delle Dorotee, stava aiutando a diffondere in Portogallo in quel periodo. Vedi Padre Duffner, Berthe Petit et la dévotion au Coeur Douloureux et Immaculé de Marie, pag. 147: Madre Montfalim aveva conosciuto Berthe Petit in Svizzera, durante la Guerra Mondiale. (Quarta edizione, Benedettine Camaldolesi, La Seyne-sur-Mer, Var.)

  18. Vedi Tutta la Verità su Fatima, Volume I, pag. 303.