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Il Crociato di Fatima N.º 4:
La devozione alla Madonna: un grande segno di predestinazione
Fatima Network: L'Apostolato
La devozione alla Madonna: un grande segno di predestinazione

Di Larry Wethington


       La devozione alla Beata Vergine Maria è uno dei più potenti strumenti di salvezza. I santi affermano unanimemente che «un devoto servitore della Madonna vivrà in eterno». San Tommaso d'Aquino ha detto:

       «Grazie alle preghiere della Madonna, vi sono in Cielo molte anime che senza di esse non vi sarebbero mai giunte». La Madonna Stessa ci assicura in una delle Sue promesse sul Rosario, fatte a san Domenico: «La devozione del Mio Rosario è un grande segno di predestinazione.» Perché questo?

       L'ordine naturale ci insegna che dapprima Dio pianta l'albero da frutta nel mondo e poi il frutto giunge nel mondo attraverso l'albero. San Paolo afferma in Rm 1,20 che è possibile conoscere la Realtà spirituale di Dio attraverso le cose visibili da Lui create: «Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le Sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da Lui compiute…». Le Scritture affermano chiaramente che Gesù é il frutto di Maria: «e benedetto il frutto del Tuo grembo», Luca 1,42. Cosa fece dunque Dio quando decise di inviare Gesù, il Frutto del Signore, nel mondo? Cominciò col piantare l'albero spirituale, ovvero Maria, nel mondo. E l'ordine naturale ci insegna che, se tagliamo l'albero, perdiamo il frutto. I santi perciò ci dicono che «chi desidera avere il frutto della Vita Divina, Gesù Cristo, deve avere l'albero della Vita, cioè Maria».

       E cosa deve avvenire perché un albero dia buoni frutti? Deve essere piantato in un buon terreno. Deve essere nutrito e rafforzato dalla potenza di Dio. Il buon terreno è l'anima predestinata, dove deve essere piantato l'albero spirituale, ovvero Maria. Essendo quest'albero nutrito dallo Spirito di Dio, attraverso il nostro amore e la nostra devozione alla Madonna Gesù, il frutto della Vita Divina Incarnata, potrà sbocciare nella nostra anima. Questo è un grande mistero, che di fatto in pochi riescono a comprendere. Ma le Scritture ci dicono che Maria deve mettere radici nell'animo dell'eletto, simboleggiato da Giacobbe: «Ho amato Giacobbe ma ho odiato Esaù», Rm 9,13.

       Questi sono i passi delle Scritture che la Chiesa applica alla Vergine: «Allora il Creatore dell'universo Mi diede un ordine; e Colui che Mi (Maria) fece, riposò nella Mia tenda (dimorò nel Mio grembo), e Mi disse: fissa la tenda in Giacobbe (l'eletto) e prendi in eredità Israele (il popolo di Dio) e poni le tue radici nel Mio eletto», Sir. 24,12-13. «Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, Sua eredità; la Mia dimora è nell'assemblea di tutti i santi», versetto 16. «Sono la Madre del perfetto Amore (Gesù, che è Carità: cfr.1 Gv 4,16), del timore, della conoscenza e della Santa Speranza. In Me è ogni grazia della via e della verità (Gesù, che è la via, la verità e la vita, cfr. Gv 14,6), in Me risiede tutta la speranza della vita e della virtù» (Sir. 24, 24-25). E come possiamo sperare di essere virtuosi e di salvarci se non permetteremo a Gesù, il frutto della Vita, di germogliare nelle nostre anime? Ella ci invita poi a ricevere da Lei le grazie di Gesù Cristo: «Avvicinatevi a Me, voi che Mi desiderate, e saziatevi dei Miei Frutti» (vs. 26).

       Questa è la ragione per cui, nelle Sue numerose apparizioni, Ella ci esorta continuamente a recitare il Rosario. Questa è la ragione per cui nella Sua apparizione a Fatima, in Portogallo, nel 1917 - approvata dalla Chiesa, approvata da Dio Stesso con il grande miracolo del 13 ottobre 1917 (cfr. Mc 16,20); confermata anche dal compimento di molte profezie (cfr. Gv 14,29) - questa è la ragione per cui, dicevo, la Madonna disse ai fanciulli: «Per salvare le anime, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se farete ciò che vi dirò, molte anime saranno salvate…». Dio vuole che la Madonna metta radici nelle nostre anime, come dimostrano i passi delle Scritture che ho appena citato, per la nostra salvezza. Questa è la ragione per cui sant'Alfonso de' Liguori ha detto che «la devozione a Maria è moralmente necessaria alla nostra salvezza.» Questa è la ragione per cui san Louis Grignon de Monfort ha detto: «Per capire se qualcuno è un bravo cristiano, non conosco prova migliore del fatto che si mostri lieto di recitare l'Ave Maria e il Rosario.» Questa è anche la ragione per cui dovreste recitare l'Ave Maria e il Rosario tutti i giorni, sia che siate cattolici praticanti sia che non lo siate, se desiderate far parte dei predestinati. Anche se non siete cattolici, dovreste inoltre imparare a conoscere il Messaggio di Fatima, perché, come ha detto Papa Giovanni Paolo II, «Il messaggio di Fatima è rivolto a ogni essere umano».

       E' molto interessante notare che san Giovanni apostolo, che ebbe il privilegio di essere colui a cui il Signore affidò per primo Maria ai piedi della Croce, ci fornisce una sintesi dei misteri del Rosario nel primo capitolo del suo Vangelo, vs. 11-12. Il Rosario comprende tre gruppi di misteri: i Misteri Gaudiosi, che commemorano la venuta al mondo di Gesù; quelli Dolorosi, che commemorano la Sua Passione e Morte; e quelli Gloriosi, che commemorano la Resurrezione e l'Ascensione di Cristo, la discesa dello Spirito Santo e l'Assunzione e l'Incoronazione di Maria. Giovanni dice: «Venne tra la Sua gente» (misteri Gaudiosi, cioè Gioiosi); «ma i suoi non l'hanno accolto» (misteri Dolorosi); «A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (misteri Gloriosi). Giovanni conosceva dunque il Rosario.

       Le preghiere di Maria hanno il potere di giungere al Cuore di Suo Figlio e di renderlo pietoso nei nostri confronti, sia quando abbiamo bisogno di riconciliarci con Lui, sia quando desideriamo perseverare nella Sua Grazia. Santa Brigida udì durante una visione Gesù dire a Maria: «ChiediMi ciò che vuoi. Come Tu non Mi hai mai rifiutato nulla in terra, neppure Io Ti rifiuterò mai nulla in Cielo.» Ritroviamo questa disposizione di Gesù anche nei Vangeli, Gv 2,1-11, quando Maria a Cana intercede a favore della coppia di sposi. Gesù risponde che non era ancora giunta la Sua ora. Fin dall'eternità, Egli aveva stabilito che non fosse quello il momento in cui avrebbe cominciato a operare miracoli. Ma, dopo la preghiera di Maria, Gesù acconsentì a risolvere il problema della coppia e l'acqua si mutò in vino. Non respinse la richiesta della Sua Madre ma, sebbene la Sua ora non fosse ancora giunta, cambiò per Lei il corso della Sua divina Provvidenza. Se, disgraziatamente, vi trovate sulla cattiva strada, Egli cambierà il corso della vostra anima, se vi rivolgerete devotamente a Lei.

       Nel libro La città mistica di Dio, rivelazioni ricevute dalla Venerabile Maria di Agreda, un testo spagnolo del Seicento, si dice che, poco prima dell'Ascensione di Cristo, Maria ebbe una visione della Santissima Trinità circondata dai cori degli Angeli e dei Santi. Maria di Agreda udì le tre Persone Divine affermare, rivolte ai cori degli angeli e dei santi: «Questa è la Regina di tutte le cose create in Cielo e in terra; (“Il Tuo trono, o Dio, dura per sempre…Alla Tua destra la Regina, in ori di Ofir” Salmo 44, 7-10), la Protettrice della Chiesa, la Signora delle creature, la Madre della pietà, l'Intercessore dei fedeli, l'Avvocato dei peccatori, la Madre del Perfetto Amore e della Santa Speranza; Ella ha il potere di indurre i Nostri Cuori alla pietà e alla clemenza. In Lei saranno deposti i tesori della Nostra Grazia e il Suo fedelissimo Cuore sarà la tavola su cui sarà incisa la Nostra santa legge. In Lei sono contenuti i misteri della Nostra Onnipotenza per la salvezza del genere umano. Ella è l'opera perfetta delle Nostre mani, (“Ma unica è la mia colomba, la mia perfetta… L'hanno vista le giovani e l'hanno detta beata…”, Ct 68), attraverso cui i Nostri desideri saranno comunicati e pienamente realizzati senza indugi nelle correnti delle Nostre divine perfezioni. Chiunque si rivolgerà a Lei sinceramente, non perirà; chiunque otterrà la Sua intercessione, si assicurerà la vita eterna. Tutto ciò che Ella Ci chiederà, Noi lo concederemo, e saremo sempre pronti ad ascoltare le Sue richieste e a soddisfare i Suoi desideri; poiché Ella si è completamente consacrata alla Nostra volontà.»

       Per incoraggiarvi ad amarLa e onorarLa, e a rivolgervi a Lei con fiducia, riporto qui di seguito un meraviglioso racconto, da cui emerge la grandezza del Suo potere e della Sua sollecitudine per la salvezza delle nostre anime.

       Tra le cinquemila persone che furono convertite per prime e ricevettero il battesimo a Gerusalemme, c'era anche una giovane donna, di povere e umili origini. Questa giovane, affaticata dalle molte incombenze domestiche, si ammalò e per molti giorni le sue condizioni non diedero alcun segno di miglioramento. Come accade spesso alle anime, anche la giovane perse in queste circostanze il suo iniziale fervore e nella sua sventatezza commise alcuni peccati che rischiarono di compromettere per sempre la grazia battesimale appena ricevuta. Lucifero, che non è mai sazio di anime da condurre alla perdizione, si avvicinò alla donna e l'attaccò con inaudita ferocia, come Dio gli permise di fare, a maggior gloria Sua e della Sua Santissima Madre. Il demonio le apparve nell'aspetto di un'altra donna e con molte lusinghe cercò di convincerla ad abbandonare quegli stolti che adoravano il Crocifisso, e a non credere a nulla di ciò che dicevano, poiché erano tutte falsità; le disse che, se non avesse seguito il suo consiglio, sarebbe stata punita dai sacerdoti e dai giudici che avevano crocifisso il Maestro di quella nuova e ingannevole religione; mentre, se avesse obbedito, sarebbe vissuta in pace e libera da ogni pericolo. La ragazza rispose: «Farò ciò che dici; ma come dovrò comportarmi verso quella Signora, che ho visto insieme a quegli uomini e a quelle donne e che mi è sembrata così gentile e mansueta? Desidero con tutto il cuore di conservare la Sua benevolenza.» Il demonio le rispose: «Costei di cui parli è la peggiore di tutti, e dovrai fuggire Lei prima di ogni altro. Devi assolutamente sottrarti alle Sue insidie.»

       Intossicata dal mortale veleno del vecchio serpente, l'anima di questa ingenua fanciulla fu sul punto di precipitare nella dannazione eterna e le sue condizioni fisiche, invece di migliorare, si aggravarono ulteriormente, avvicinandola al momento di una fine prematura. Uno dei settantadue discepoli incaricati di visitare i fedeli fu informato della pericolosa malattia della giovane; aveva sentito dire infatti dai suoi vicini che una sua correligionaria, che viveva in quella casa, era in punto di morte. Il discepolo decise quindi di visitarla e di fornirle il conforto di cui aveva bisogno. Ma la giovane malata era così suggestionata dal demonio, che si rifiutò di riceverlo e di parlargli, benché egli tentasse con tutto il suo zelo di esortarla e di istruirla; mentre lei, al contrario, cercava di nascondersi e di turarsi le orecchie, per non ascoltare le sue parole. Da questi segni il discepolo comprese il pericolo che incombeva sulla sua anima, pur non conoscendone la causa. Si affrettò quindi a riferire l'accaduto all'Apostolo Giovanni, che senza indugio si recò a visitare la paziente, ammonendola e rivolgendole parole di vita eterna, se solo fossero state ascoltate. Ma lei trattò l'Apostolo nello stesso modo del discepolo, resistendo ostinatamente agli sforzi di entrambi. L'Apostolo vide le legioni di demoni che circondavano la ragazza e che si ritirarono precipitosamente al suo arrivo; ma, subito dopo, fecero ritorno, rinnovando l'illusione con cui tenevano prigioniera l'infelice fanciulla.

       Vedendo la sua ostinazione, l'Apostolo si rivolse con l'animo afflitto alla Beata Vergine, in cerca di aiuto. Subito la Regina dei Cieli volse il Suo sguardo intorno all'ammalata e vide il pericolo in cui l'anima dell'infelice era stata gettata dal nemico. La Madre misericordiosa provò compassione per questo ingenuo agnello, ingannato dal sanguinario lupo infernale, e prostrata a terra pregò per la sua salvezza.

       La Beata Vergine perseverò a lungo nelle Sue preghiere, ma non ricevette alcuna risposta dal Signore, che volle mettere alla prova il Suo Cuore invincibile e la Sua carità verso l'infelice vicina. Con grande prudenza, la Madonna si ricordò di quanto era accaduto al profeta Eliseo (2 Re 4:34), il quale, dopo aver inviato inutilmente i suoi discepoli, guidati dal suo servo Giezi, a resuscitare il ragazzo, fu costretto a recarsi di persona nella sua casa e a toccare e curvarsi sul suo corpo per restituirgli la vita. Poiché né l'Angelo né l'Apostolo disponevano del potere di risvegliare dal peccato e dall'influsso satanico la sventurata ragazza, la Madonna decise di andare di persona a guarirla. Benché, dopo aver raccomandato al Signore questa decisione nella Sua preghiera, non avesse ricevuto alcuna risposta, ritenne che la bontà dell'impresa fosse un motivo sufficientemente valido per intraprenderla. Quindi si levò in piedi per lasciare la Sua stanza e recarsi a piedi con san Giovanni alla dimora della fanciulla malata, che si trovava a una certa distanza dal Cenacolo. Ma aveva fatto appena pochi passi che subito, per ordine del Signore, gli angeli Le si fecero incontro per sollevarla da terra. Poiché Dio non Le aveva manifestato la Sua intenzione, la Madonna chiese loro per quale motivo l'avessero afferrata; al che essi risposero: «Non c'è alcun motivo per cui dovremmo permetterTi di camminare per la città, quando possiamo trasportarTi in modo più appropriato.» E immediatamente La posero a sedere su un trono di nuvole risplendenti, su cui La trasportarono fino alla camera della malata. La giovane moribonda, essendo povera e ormai incapace di parlare, era stata abbandonata da tutti ed era attorniata solo dai demoni, in attesa di impadronirsi definitivamente della sua anima.

       Ma non appena la Regina degli Angeli fece la Sua apparizione, tutti gli spiriti maligni svanirono come lampi di luce, inciampando quasi l'uno nell'altro nella fretta di allontanarsi. La potente Regina ordinò loro di scendere all'inferno e di rimanervi fino a quando Lei lo avesse voluto, ed essi furono obbligati a obbedirLe, senza poter opporre la minima resistenza. La Madre misericordiosa si avvicinò quindi alla giovane malata e, tenendola per mano e chiamandola per nome, le rivolse le più dolci parole di vita eterna. Subito nella ragazza si produsse un prodigioso cambiamento, ed ella iniziò a respirare più liberamente e a recuperare le forze. La giovane disse allora alla Madonna: «O mia Signora, è venuta a trovarmi una donna, che mi ha persuaso che i discepoli di Gesù volevano ingannarmi e che avrei fatto meglio a separarmi immediatamente da loro e da Te; poiché se avessi adottato il loro modo di vivere, una terribile disgrazia si sarebbe abbattuta sul mio capo.» La Regina le rispose: «Figlia Mia, quella che ti è sembrata una donna era in realtà il nemico, il demonio. Vengo in nome dell'Altissimo per donarti la vita eterna; ritorna alla Sua vera Fede, che ricevesti, e confessati a Lui con tutto il tuo cuore come al tuo Dio e Redentore, il Quale, per la salvezza tua e di tutto il genere umano, è morto sulla Croce. AdoraLo e imploraLo di perdonarti per i tuoi peccati.»

       «Questo», disse la malata, «è ciò che credevo un tempo; ma poi essi mi hanno detto che era male e che mi avrebbero punito se mi fossi decisa a professarlo.» La Pia Precettrice replicò: «Amica Mia, non temere questo inganno, ma rammenta che i castighi e le pene di cui bisogna veramente aver timore sono quelli dell'inferno, dove i demoni vorrebbero condurti. Ora che sei in punto di morte, puoi avvalerti del rimedio che ti sto offrendo, se solo acconsentirai a credere alle Mie parole; ti salverai così dal fuoco eterno, in cui rischi di precipitare a causa del tuo errore.» Per mezzo di queste esortazioni e delle grazie fatte discendere su questa poveretta da Maria, ella si sciolse in copiose lacrime di compunzione e implorò la Madonna di assisterla nel pericolo, dichiarandosi pronta a obbedire a tutti i Suoi comandi. Allora la Madre amorevole le chiese di professare apertamente la propria fede in Gesù Cristo e di recitare l'atto di contrizione per prepararsi alla confessione. Allo stesso tempo, Ella inviò l'Apostolo a somministrarle i Sacramenti. La giovane malata, ripetendo gli atti di contrizione e di fede, e invocando i nomi di Gesù e di Maria, che continuava ad assisterla, spirò felicemente tra le braccia della sua Protettrice. Era salva.

       Recitate l'Ave Maria almeno tre volte al giorno per la vostra salvezza. San Leonardo di Port-Maurice recitava tre Ave Maria al mattino e tre alla sera per ottenere la grazia di evitare ogni peccato mortale, e promise esplicitamente la salvezza eterna a tutti coloro che avessero costantemente seguito il suo esempio.

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