Il Nostro Dovere Nei Confronti del Bene Comune
Padre Nicholas Gruner, S.T.L., S.T.D. (Cand.)
Nel mio libro World
Enslavement or Peace
It's Up to the Pope (Asservimento del mondo o
pace
spetta al Papa scegliere), ho dedicato cinquanta pagine
alla dimostrazione della tesi secondo cui anche se Fatima non è
menzionata nelle Sacre Scritture, siamo tenuti, se non vogliamo commettere un
peccato, ad ascoltare e a obbedire al messaggio e alle richieste della Madonna.
Questo obbligo si estende a noi tutti: laici, religiosi, sacerdoti, vescovi e
persino al Papa.
Se negassi o mettessi in
dubbio questa verità, io stesso nuocerei al Bene comune. Commetterei un
peccato.
Tuttavia, non sono
l'unico individuo tenuto a diffondere questa verità. Chiunque conosce
Fatima e il suo messaggio non può sfuggire a un tale obbligo. A quanti
pensano che il mio comportamento sia scorretto, dico che dovrebbero almeno
prendere in esame i miei argomenti teologici prima di aderire alla posizione
opposta, dal momento che tutti abbiamo l'obbligo di ricercare la verità.
Immaginate che magnifici
risultati si otterrebbero se un numero sufficiente di persone divenisse
cosciente del suo dovere nei confronti del Bene comune. Pensate se tutti i
laici, uomini, donne e bambini, fossero consapevoli di Fatima e del ruolo
cruciale che può svolgere la consacrazione della Russia nei riguardi
della loro fede, della loro famiglia, della loro libertà e di coloro che
amano. Immaginate se tutti gli uomini, le donne e i bambini del mondo
telefonassero al loro vescovo, al loro pastore, e al Papa, per chiedere loro di
procedere alla consacrazione della Russia. Se ciò accadesse, il Papa
certamente accoglierebbe le loro richieste poiché potrebbe contare sul
sostegno morale necessario a dichiararla. Riuscirebbe a imporsi su tutti i
prelati recalcitranti e non dovrebbe temere i vescovi disubbidienti pronti a
capeggiare una rivolta contro il Papato.
Non consentite a nessuno
di dire che i laici non hanno niente a che fare con la consacrazione. E' vero
che in questo genere di questioni essi non hanno alcun potere decisionale e che
non essendo vescovi non hanno il potere di dichiarare direttamente la
consacrazione. Solo i vescovi, congiuntamente al Papa, possono decretarla. Ma i
laici certamente hanno il potere di informare i vescovi, hanno il potere di
influenzare l'opinione pubblica all'interno e all'esterno della Chiesa. Hanno
il potere di appellarsi ai diritti che Dio ha concesso loro per chiedere un
governo degno di fiducia e di ritenere i loro superiori responsabili delle
promesse pubbliche fatte dai loro pastori nell'esercizio delle loro funzioni.
Possono fare molto.
Possono pregare per la consacrazione, come ci hanno invitato a fare Gesù
e Maria. Possono sacrificarsi per essa. Possono parlarne con tutti quelli che
incontrano. Perché Dio vuole che questa consacrazione e la conseguente
conversione della Russia siano rese note e considerate una vittoria
dell'Immacolato Cuore di Maria1. Questa volontà sarà
conosciuta solo se coloro che conoscono le profezie di Fatima sulla Russia ne
diffonderanno il contenuto nel loro ambiente.
La teologia e la
mentalità false secondo cui i laici non possono fare nulla
devono essere superate, in modo da creare un'ondata di sostegno a favore della
consacrazione della Russia. Per ottenere questo risultato abbiamo bisogno di un
maggior numero di sacerdoti, laici e vescovi disposti a schierarsi a favore
della consacrazione collegiale della Russia, così come ha chiesto la
Madonna a Fatima. Non siamo certamente privi di indicazioni e direttive in
quest'area.
Suor Lucia ha
indirettamente affrontato la questione dei doveri dei laici cattolici nei
confronti del Bene comune, quando ha affermato non aspettate che
l'esortazione alla penitenza venga dalla gerarchia2 Ella ha
quindi decisamente incoraggiato l'iniziativa personale. In un'altra occasione,
interrogata riguardo all'opportunità dell'insistenza sulla
consacrazione, Suor Lucia ha risposto precisando che è assolutamente
necessario procedere alla Consacrazione della Russia, così come ha
richiesto Fatima3.
Hamish Fraser ha
precisato che i laici cattolici hanno il dovere di agire come apostoli
all'interno del proprio ambiente, senza aspettare gli ordini della gerarchia.
Egli ha biasimato quei cattolici che si lagnano delle deplorevoli condizioni in
cui oggi versano lo Stato e la Chiesa, ma che non fanno nulla per il ritorno
dell'ordine4.
I canoni 208-223 del
Nuovo Codice di Diritto Canonico, che affrontano la questione dei diritti e dei
doveri dei fedeli di Cristo, abbracciano questa concezione in diversi punti.
Sono rimasto particolarmente colpito dal canone 212, n°2, secondo cui
i fedeli di Cristo sono liberi di rendere note ai pastori della Chiesa le
loro esigenze, soprattutto di carattere spirituale, e i loro desideri.
Tuttavia, quando esercitiamo rispettosamente questo diritto, presentando
petizioni a favore della consacrazione della Russia, veniamo falsamente
accusati di suscitare rancore verso il Santo Padre.
Nel canone 225, n°2,
si afferma che ogni laico conformemente alla propria condizione è
vincolato allo speciale dovere di far penetrare lo spirito del Vangelo nella
sfera degli affari temporali per perfezionarla. Ma, il miglior modo di
diffondere nella sfera degli affari temporali lo spirito del
Vangelo non è forse quello di lavorare per la consacrazione
collegiale della Russia, che è il piano che Nostro Signore ha messo a
punto per perfezionare la società, conformemente alla Sua legge divina e
attraverso il Cuore Immacolato di Maria?
Così, nonostante
le affermazioni di quelli che, soprattutto nei circoli ecclesiastici, dicono
che è politicamente scorretto lavorare per il Bene comune in
questo modo, non si può sostenere che la nostra azione sia contraria al
Diritto Canonico o agli insegnamenti e alle pratiche della Chiesa.
Non consentite a nessuno
di dire che i laici non hanno niente a che fare con la consacrazione. La tesi
secondo cui i laici non possono fare nulla per portare il regno di Cristo sulla
terra è sbagliata e contraria alla nostra preghiera Venga il Tuo
Regno, sia fatta la Tua Volontà sulla terra e alla nostra fede.
Ciò è particolarmente vero per i cattolici del XI secoli, dal
momento che oggi disponiamo delle armi spirituali che Dio ci ha donato che
infallibilmente porteranno il Suo regno sulla terra. Nelle rivelazioni
pubbliche e profetiche di Fatima, Dio ha rivelato il Suo piano destinato a
portare la pace nel mondo e a instaurare il Suo regno qui in terra. Noi
dobbiamo offrire la nostra riparazione eucaristica, recitare il Rosario, tutti
i giorni indossare lo Scapolare scuro, esaudisci le richieste della Madonna per
la Confessione, la Comunione, il Rosario e la Meditazione dei primi Sabati con
di fare riparazione al Cuore Immaculata di Maria e l'intento giungere alla
Consacrazione della Russia.
Dio vuole che questa
consacrazione e la conseguente conversione della Russia siano divulgate e
considerate una vittoria dell'Immacolato Cuore di Maria. Questa volontà
sarà conosciuta solo se quelli che sono al corrente delle profezie di
Fatima sulla Russia le diffonderanno nel loro ambiente.
I laici e i sacerdoti
possono sostenere quelli che le diffondono tra i laici, i sacerdoti e i vescovi
con le loro preghiere, con i loro sacrifici e con i loro contributi finanziari.
Possono far conoscere la verità, contrastando e mettendo a tacere quelli
che ignorano il Suo messaggio, che combattono contro la consacrazione
collegiale e che tentano di gettare il discredito su chi promuove la
consacrazione della Russia.
Se nel passato si sono
macchiati della colpa di seminare la confusione negli animi, di dissipare
energia, o di dividere i cuori su questa questione, oggi dovrebbero riparare
convertendo i loro peccati in parole e azioni, e operare con uguale o maggiore
determinazione per promuovere l'unione degli animi, dei cuori e dell'energia in
vista del grande momento del Trionfo di Nostra Signora.
Coloro che in un
qualsiasi campo hanno avuto l'occasione di contribuire a promuovere la
consacrazione della Russia e non lo hanno fatto, dovranno biasimare se stessi
se la minacciata punizione dell'asservimento alla Russia atea avesse luogo.
Possono aspettarsi di essere le prime vittime dei loro peccati di omissione.
Anzi, con ogni
probabilità, cadranno per secondi. Il primo posto, infatti, sarà
riservato a coloro che, sostenendo che i laici non possono fare nulla per
questa causa, si applicano a pubblicare e a diffondere menzogne tra i membri
della Chiesa contro la più cruciale richiesta di Nostra Signora che ha
come oggetto la necessità di consacrare la Russia.
Oggi, dobbiamo pregare
per difenderci da coloro che operano contro il messaggio di Fatima. Mi
riferisco a quanti non fanno nulla per promuovere questa condizione
fondamentale per la pace nel mondo (a causa della loro ignoranza delle vere
richieste di Fatima). Queste stesse persone si sforzano, come i farisei
dell'antichità, di mostrarsi scandalizzati di fronte a coloro che
promuovono la verità. Inoltre, come i farisei, essi tentano di
distruggere la reputazione dei buoni che rifiutano di adottare la stessa
condotta ipocrita. I farisei si comportarono in un modo molto simile con Nostro
Signore.
La loro invidia
spirituale li porta a macchiarsi della colpa di combattere contro Dio e la
verità riconosciuta. Questa è una grave offesa e potrebbe persino
essere considerata un peccato contro lo Spirito Santo5. In tal modo
queste persone corrono il grave rischio di perdere le loro anime, e sarà
necessaria una grazia speciale per salvarli dalle fiamme dell'inferno.
Dobbiamo pregare per le
anime deboli che avanzano a fatica sotto il peso delle menzogne e delle
calunnie di questi ipocriti. Dobbiamo guardarci da loro.
Dobbiamo ignorare le
persone e gli orientamenti secondo cui:
- Non abbiamo nessun
dovere nei confronti del Bene comune.
- Gli individui non
possono fare nulla per provocare la consacrazione della Russia.
- Il messaggio di
Fatima non è vincolante per noi.
Se veramente credono a
queste tre affermazioni, perché tentano di dissuaderci? Se veramente
tutto ciò è privo di qualsiasi importanza, perché non ci
lasciano in pace?
In secondo luogo,
perché non danno prova di amore, devozione e obbedienza a Nostra Signora
di Fatima, invece di dedicarsi a distruggere la fede, l'adesione e il sostegno
delle persone al Suo messaggio e alla Sua richiesta nella loro interezza? La
Nostra Signora è venuta per uno scopo ben preciso. Ci ha detto la
verità e si aspetta la nostra fiducia e la nostra obbedienza.
Benché rivendichino la Sua approvazione, queste persone sono sviate e
cieche. Non seguitele.
Benché alcuni
sostengano il contrario, non si può negare che tutti noi abbiamo dei
doveri nei confronti del Bene comune. Dobbiamo dire la verità in
pubblico e in privato. Dobbiamo quindi pubblicare e promuovere la
verità, tutta la verità su Fatima. Dobbiamo pregare e operare
perché la volontà di Dio sia fatta così in Cielo come in
terra.
Nessuno di noi
può sottrarsi a questo obbligo. Nessuno di noi può ostacolare
coloro che operano a favore del Bene comune. Nella misura delle nostre
possibilità, dobbiamo fare ciò che possiamo ora, dal momento che
nessuno di noi ha la certezza del domani.
Dobbiamo recitare il Rosario tutti i giorni, fare sacrifici,
portare lo Scapolare, consacrare noi stessi a Nostra Signora e esaudisci le
richieste della Madonna per la Confessione, la Comunione, il Rosario e la
Meditazione dei primi Sabati. Come cattolici dobbiamo fare queste cose. E'
compito di tutti e non solo del Papa e dei vescovi. Il Cielo non ci
ha inviato la grande grazia del messaggio di Fatima perché lo
accogliessimo con indifferenza. L'obbedienza a Fatima è un dovere di cui
tutti noi, nessuno escluso, dovremo rendere conto a Dio.
Footnotes:
- Frère François de Marie des Anges, Fatima: The Only Way To World Peace, p. 91.
- Frère François de Marie des Anges, Fatima: Tragedy and Triumph, p. 28.
- Frère François de Marie des Anges, The Only Way To World Peace, pp. 90-91.
- Michael Davies, “Religious Liberty and the
Secular State”, Catholic Family News, Aug. 1996.
- St. Matthew 12, 31-32.
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