|
 |
“Insegnate a recitare il Rosario!”
per celebrare l'anniversario dell'apparizione finale, che ebbe luogo il 13 ottobre, il Santo Padre ha diffuso un Messaggio su Nostra Signore di Fatima e il Rosario. Riportiamo qui un estratto di questo Messaggio, che è stato scritto in portoghese e reca la data del primo ottobre 1997.
Fraterni saluti in Cristo Signore!

L'ottantesimo anniversario di quel 13 ottobre 1917, quando vi fu in cielo la prodigiosa “danza del sole”, è l'occasione propizia per rivolgermi, in spirito, data l'impossibilità di farlo fisicamente, a questo Santuario con una preghiera alla Madre di Dio per la preparazione del popolo cristiano, e in un certo senso dell'umanità intera, al Grande Giubileo dell'anno 2000, e con un appello alle famiglie e alle comunità ecclesiali per una recita quotidiana del Rosario.
Alle soglie del Terzo Millennio, osservando i segni dei tempi in questo XX secolo, quello di Fatima appare come uno dei più grandi, anche perché annuncia nel suo messaggio molti dei segni successivi e invita a vivere i loro appelli… Fra questi e altri segni dei tempi, come ho detto, risalta Fatima, che ci aiuta a vedere la mano di Dio.
Sotto il manto materno che da Fatima si estende su tutta la terra, l'umanità sente tornare la nostalgia della Casa del padre e del Suo Pane (cfr. Lc 15:17). Amati pellegrini, come se poteste abbracciare tutta l'umanità, vi chiedo di dire, in suo nome e per essa: “Ci affidiamo alla Tua protezione, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le nostre suppliche, nelle nostre necessità, ma liberaci da tutti i pericoli, O Vergine gloriosa e benedetta”.
“Donna, ecco il tuo figlio!” Così parlò Gesù a Sua Madre, pensando a Giovanni, il discepolo amato che si trovava anche lui ai piedi della croce. La croce, chi non l'ha? Portarla ogni giorno, seguendo i passi del Maestro è la condizione che il Vangelo ci impone (cfr. Lc 9:23), certamente come una benedizione di salvezza (cfr. 1 Cor 23-24). Il segreto sta nel non perdere di vista il Primo Crocefisso, Colui al quale il Padre rispose con la gloria della Resurrezione, e che inaugurò questo pellegrinaggio di beati. Questa contemplazione ha assunto la forma semplice ed efficace della meditazione dei misteri del Rosario, consacrata popolarmente e raccomandata con grande insistenza dal Magistero della Chiesa.
Carissimi fratelli e sorelle, recitate il Rosario tutti i giorni! Chiedo vivamente ai pastori di recitare e di insegnare a recitare il Rosario nelle loro comunità cristiane.
Per il fedele e maggior adempimento dei doveri umani e cristiani propri della condizione di ognuno, aiutate il Popolo di Dio a ritornare alla recita quotidiana del Rosario, questo dolce colloquio dei figli con la Madre che hanno accolto nella loro casa.
Unendomi a questo colloquio e facendo mie le gioie e le speranze, le tristezze e le afflizioni di ognuno, saluto fraternamente quanti prendono parte, fisicamente o spiritualmente, a questo pellegrinaggio di ottobre, invocando per tutti, ma in modo particolare per i malati, il conforto e la forza di Dio; affinché accettino di completare nella propria carne ciò che manca alla sofferenza di Cristo. Ricordando quel “mistero certamente tremendo né mai abbastanza meditato: che cioè la salvezza di molti dipende dalle preghiere e dalle volontarie mortificazioni, a questo scopo interpretate dal Mistico Corpo di Gesù Cristo e dalla congregazione dei Pastori e dei fedeli, soprattutto dei padri e delle madri di famiglia, in collaborazione nel Divino Salvatore” (Pius XII, Mystici Corporis n.19). (Firmato) Giovanni Paolo II (L'Osservatore Romano, 15 ottobre 1997.)
Indice dei Contenuti
|
|
Stampa
|
|